Peste polmonare, bubbonica e setticemica: i sintomi e le differenze

La presunta morte per peste di Daria Shipilova, ricercatrice che lavorava in un istituto di ricerca anti-peste a Irkutsk, in Siberia, ha riacceso i riflettori sulla malattia infettiva di origine batterica che, ancora oggi, è diffusa in alcune parti del mondo. La peste, in particolare, si manifesta principalmente sotto tre forme diverse, che a volte possono anche essere compresenti: quella polmonare, quella bubbonica e quella setticemica. Ecco quali sono le principali differenze.
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Quello che devi sapere
Cosa causa la peste
Come segnala l'Istituto Superiore di Sanità, la peste viene causata da uno specifico batterio, denominato Yersinia pestis che di norma ha come ospite le pulci parassite dei roditori, dei ratti o di alcune specie di scoiattoli o cani della prateria. E in alcuni casi le pulci possono infettare anche gli animali domestici come i gatti. Di base, spiegano gli esperti, questo batterio "circola tra queste specie senza causare alti tassi di mortalità, e quindi questi animali sono sostanzialmente delle riserve infettive di lungo termine". Raramente un’epidemia può uccidere anche grandi quantità di roditori e le pulci, in cerca di nuovi ospiti, "si trasmettono anche agli esseri umani, diffondendo la malattia".
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La storia della malattia
La peste è una malattia conosciuta già da diversi secoli. Ad esempio le cronache dell’Europa del 1350 raccontano come abbia causato la morte di quasi un terzo della popolazione locale, contagiando allo stesso tempo tutti i paesi dal Mediterraneo alla Scandinavia. Proprio nel continente europeo la peste è rimasta endemica, tornando a cicli di 10-12 anni e per i successivi tre secoli almeno. Anche oggi, nonostante si tratti di una malattia dalla diffusione molto limitata, torna ad impensierire ed il caso della ricercatrice russa ne è una possibile testimonianza.
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Laboratorio - ©Ansa
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L'ultima pandemia
L’ultima grande pandemia di peste si era registrata in Cina a fine ‘800 e da lì si è poi diffusa al resto dei continenti, contagiando oltre 30 milioni di persone e uccidendone 12 milioni. Questa situazione emergenziale è stata poi affrontata con uno sforzo globale di ricerca che ha condotto all’identificazione dell’agente della malattia.
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La peste polmonare
Come detto esistono tre differenti tipologie di peste. In quella polmonare, sottolineano per l'appunto gli esperti, "il batterio infetta i polmoni". Si tratta di una forma della malattia che può trasmettersi "da persona a persona attraverso l’aria o gli aerosol di persone infette e quindi costituisce una delle forme più pericolose per il potenziale epidemico che la caratterizza". Questa tipologia di peste può anche scaturire dalla degenerazione delle altre forme "se non curate prontamente". Si manifesta con febbre, mal di testa, debolezza, e un rapido sviluppo di polmonite e dunque con respiro corto, dolori toracici, tosse. Se il trattamento non è rapido, spiega l'Iss, "il paziente può morire nel giro di pochi giorni". Quindi, per ridurre le probabilità di morte "è essenziale trattare con antibiotici entro le prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi, con streptomicina, gentamicina, tetracicline o cloramfenicolo".
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La peste bubbonica
Passando, poi, alla peste bubbonica, gli esperti la descrivono come la forma di peste "più comune e che si manifesta in seguito alla puntura di pulci infette o per contatto diretto tra materiale infetto e lesioni della pelle di una persona". Come si può manifestare? Come dice il nome, proprio dallo sviluppo di bubboni, ovvero ingrossamenti infiammati delle ghiandole linfatiche che portano febbre, mal di testa, brividi e debolezza. In questa particolare tipologia di peste, la malattia "non si trasmette da persona a persona".
La peste setticemica
Esiste, infine, anche la peste setticemica. Questa forma delle malattia si sviluppa a partire dalla moltiplicazione del batterio Yersinia pestis nel sangue e può anche rappresentare una conseguenza delle complicazioni delle due forme precedenti di peste. Si può contrarre per le medesime cause che scatenano quella bubbonica, e non si trasmette da persona a persona. Porta febbre, brividi, dolori addominali, shock e prostrazione, sanguinamenti della pelle e di altri organi, ma non si manifesta attraverso i bubboni.
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L'ipotesi legata al caso della ricercatrice russa
Tornando al caso della ricercatrice russa, l'ipotesi legata alla sospetta morte per la peste ha alimentato il susseguirsi di teorie e speculazioni anche sul web. Secondo alcune, Shipilova è deceduta dopo essere entrata in contatto con il contenuto di una fialetta che aveva rotto per errore. Un giornalista locale, Pavel Stepanov, come segnalato dal "New York Times", ha suggerito alle autorità di indagare se l'incidente non sia stato un "sabotaggio da parte dei nemici che agiscono con metodi sempre più sofisticati". Di fatto, pur mantenendo alta la vigilanza, gli esperti sanitari invitano alla calma perché "i rischi sono limitati".
Daria Shipilova - ©Ansa
La quarantena preventiva
Dopo il decesso della giovane ricercatrice, comunque, circa 200 persone sono state poste sotto osservazione sanitaria e in alcune strutture sono state attivate misure di quarantena preventiva. Anche perché gli esperti stanno lavorando alacremente per comprendere meglio quale sia la causa dell'infezione. In particolare, come detto, ci sono ricostruzioni che parlano di un possibile incidente di laboratorio, mentre la versione ufficiale esclude collegamenti con l'attività svolta dalla ricercatrice.
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