Evasione fiscale, pronte 1.400 lettere dell'Agenzia delle Entrate per Iva non recuperata

Entra nel vivo la stretta prevista dalla Legge di Bilancio 2026 sul recupero dell'Iva per i contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione su fatture e corrispettivi. Dall'Agenzia delle Entrate sono in partenza le prime 1.400 comunicazioni per mancato invio al Fisco della dichiarazione sull'imposta di valore aggiunto, passaggio che apre la strada alla "corsia accelerata" della procedura da ultimare entro 60 giorni.
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Quello che devi sapere
Liquidazione sprint
Come stabilito dall'ultima manovra con la modifica dell’articolo 54-bis.1 del decreto Iva, il Dpr 633/1972, l'Agenzia viene autorizzata a calcolare l'imposta dovuta su fatture elettroniche, corrispettivi telematici e dati delle liquidazioni periodiche. (Lipe). Informazioni che l'amministrazione finanziaria recupera nel suo database dove ogni anno convergono 2,5 miliardi di documenti.
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©IPA/Fotogramma
Come funziona il recupero
La novità, potenzialmente di grande impatto, riguarda l'utilizzo dei dati già disponibili negli archivi dell'amministrazione finanziaria. Dalle fatture emesse e ricevute ai corrispettivi telematici trasmessi fino alle comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva e a eventuali versamenti effettuati: grazie al nuovo meccanismo il Fisco può ricostruire il percorso dell'imposta dovuta e chiedere conto direttamente del pagamento bypassando le tradizionali procedure di accertamento.
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I recuperi attesi fino al 2030
Partendo dal volume di informazioni in possesso, Agenzia delle Entrate si appresta ora a passare alla fase operativa con una mossa antievasione che potrebbe portare nelle casse dello Stato circa 646 milioni di euro sia per l'anno in corso sia per il prossimo. Entro il 2030, invece, il recupero per mancata presentazione dell'Iva sfiora il miliardo l'anno.
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Comunicazioni in arrivo
Dopo la messa a punto dello strumento telematico, il provvedimento firmato lo scorso agosto dal direttore Vincenzo Carbone apre la strada alle comunicazioni dirette ai contribuenti interessati. Non si tratta di semplici lettere di compliance: l'avviso sull'Iva ha un'esigibilità rafforzata per gli effetti coatti pronti a scattare in caso di inerzia.
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Cosa conterrà il messaggio
Nel dettaglio, l'Agenzia metterà al corrente il contribuente che in un determinato anno ha emesso fatture elettroniche o trasmesso corrispettivi telematici su operazioni rilevanti a fini Iva ma ha mancato di inviare la dichiarazione annuale sull'imposta di valore aggiunto per lo stesso anno di imposta.
Al via le prime lettere su omessa dichiarazione Iva 2022
Come riporta il facs-simile diffuso da Il Sole 24 Ore, le prime comunicazioni partite nei giorni scorsi riguardano i contribuenti che nel 2022 hanno emesso fatture elettroniche o trasmesso corrispettivi telematici senza tuttavia presentare tramite il modello Iva 2023 la relativa dichiarazione annuale.
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Percorso obbligato in 60 giorni
Con la nuova procedura "accelerata", il Fisco renderà noto di aver calcolato l'importo Iva dovuto tenendo conto dei versamenti eventualmente seguiti. Una volta ricevuta la lettera, scatta il periodo di 60 giorni di tempo concessi al contribuente per presentare eventuali contestazioni. Nell'ipotesi in cui ravvisi mancanze o errori su alcuni elementi il diretto interessato avrà modo di chiedere chiarimenti all'ufficio indicato nella lettera tramite il servizio "Consegna documenti e istanze" presente nell'area riservata del sito.
Come pagare le somme dovute?
In assenza di istanze da presentare, il contribuente contattato potrà sanare la posizione pagando - entro 60 giorni dalla ricezione della lettera - l'importo dovuto tramite il modello F24 fornito in allegato.
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Sanzione ridotta di un terzo
Oltre al valore dell'imposta, la somma comunicata contiene gli interessi e la sanzione per omessa presentazione della dichiarazione, ridotta tuttavia di un terzo. Nel documento il dettaglio di tutte le voci è riportato nel "Prospetto delle somme dovute". Come ricorda l'Agenzia, il versamento va eseguito in un'unica soluzione, non sono ammesse agevolazioni come la compensazione o la rateizzazione.
Cosa succede se non si fa nulla
Una volta trascorsi i 60 giorni senza richieste di chiarimento oppure senza il pagamento tramite F24 dell'importo dovuto, scatta l'iscrizione diretta a ruolo. In sostanza, entra in campo la riscossione vera e propria con l'attivazione dei tradizionali strumenti di recupero crediti fiscali anche "invasivi", dai fermi alle ipoteche fino ai pignoramenti.
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