Diritto alla riparazione dei prodotti, come funziona e cosa cambia per i consumatori

Entra in vigore da oggi, 22 ottobre, il diritto alla riparazione. Una nuova tutela per i consumatori che punta a rendere più semplice e conveniente riparare un prodotto guasto anziché sostituirlo con uno nuovo. La novità apre a una nuova fase per il mercato italiano che dà rilievo alla fase del post-vendita: non più solo un servizio accessorio ma un elemento sempre più centrale nella relazione tra produttori, importatori, distributori, retailer e consumatori. Ecco come funziona e cosa cambia per i consumatori.
Sceglici su:
Quello che devi sapere
Il decreto
Il diritto alla riparazione è contenuto nel decreto legislativo 25 settembre 2026, n. 176, che recepisce la direttiva europea (UE) 2024/1799 e modifica il Codice del consumo. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 ottobre 2026. Da oggi, il produttore non potrà più vendere un prodotto e lasciare che il compratore, in caso di guasto o rottura dello stesso, debba necessariamente comprarne uno nuovo: per determinate categorie di beni, deve offrire la possibilità di ripararlo anche dopo la scadenza della garanzia legale, rispettando le condizioni previste dalla legge. La nuova normativa, inoltre, ha validità retroattiva per beni venduti dal 31 luglio.
A quali prodotti si applica
Le categorie alle quali si applica il diritto alla riparazione sono undici. Si tratta di prodotti regolamentati dall'Ue per requisiti di riparabilità quali smartphone, tablet e telefoni cordless, lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, apparecchi di refrigerazione e asciugabiancheria, display elettronici e aspirapolvere, server e sistemi di archiviazione dati, mezzi di trasporto che incorporano specifiche batterie.
pubblicità
Per quanto tempo
La normativa entra in vigore dal 22 ottobre 2026 ma, come anticipato, ha validità retroattiva per i prodotti delle categorie interessate venduti a partire dall’ultimo giorno di luglio. Come si legge nel testo, per i prodotti inclusi nell'elenco, il compratore può chiedere al produttore di riparare il bene anche dopo la scadenza dei due anni di garanzia legale. Il consumatore, inoltre, può ottenere l’estensione una tantum di dodici mesi della responsabilità del venditore scegliendo la riparazione durante la garanzia legale. La riparazione deve essere gratuita oppure avere un prezzo ragionevole e avvenire entro tempi ragionevoli.
Assistenza rapida e accessibile
Come previsto dalla normativa, i produttori devono mettere a disposizione i ricambi, le informazioni tecniche e gli strumenti necessari secondo le regole applicabili al prodotto. Inoltre, non possono rifiutare una riparazione soltanto perché il dispositivo è già stato aperto o riparato da un tecnico indipendente. Il diritto alla riparazione implica anche che le informazioni sulle condizioni della riparazione, sui tempi e sui costi debbano essere più chiare, così da aiutare il consumatore a confrontare le alternative prima di decidere.
pubblicità
Come ottenere la riparazione
Per far valere il diritto alla riparazione, il consumatore può contattare il produttore o consultarne il sito web per verificare il servizio di riparazione. A quel punto deve comunicare marca, modello, data d'acquisto e tipo di guasto. Poi chiedere un preventivo e informazioni sui tempi. Se il prodotto è ancora in garanzia legale, che dura due anni, è possibile rivolgersi direttamente al venditore anziché al produttore per esercitare i propri diritti di riparazione o sostituzione.
I pezzi di ricambio
La normativa specifica anche alcuen novità per quanto riguarda la sostituzione con pezzi di ricambio. Come spiega Altroconsumo, i produttori dovranno renderli disponibili non solo ai riparatori e ai ricondizionatori indipendenti, ma anche ai consumatori finali, nei casi previsti dalla normativa. I ricambi dovranno inoltre poter essere sostituiti utilizzando attrezzi di uso comune, senza provocare danni permanenti al prodotto. I pezzi di ricambio quindi, come stabilito dalle norme europee, dovranno rimanere disponibili per un periodo di tempo minimo che varia in base al prodotto: nella maggior parte dei casi sarà compreso tra sette e dieci anni dalla commercializzazione dell’ultima unità del modello.
pubblicità
L’esperto: “Post-vendita diventa leva strategica”
“Il diritto alla riparazione rende evidente ciò che il mercato sta già dimostrando: il post-vendita non è un costo da gestire, ma una leva strategica”. A dirlo all’AdnKronos è Fabio Fasolino, ceo di Business company, azienda che affianca i produttori nelle fasi di vita del prodotto. “Per produttori e retailer - spiega l’esperto - la sfida sarà trasformare gli obblighi normativi in processi semplici, tracciabili e affidabili. Chi saprà farlo potrà ridurre le criticità operative, rafforzare la fiducia del cliente e costruire un vantaggio competitivo duraturo”.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.