Due caschi blu uccisi in Sud Sudan: per l’Onu è un crimine di guerra. Ferite altre 7 persone
Uomini armati non identificati hanno ucciso due caschi blu in un’imboscata nello stato di Jonglei, nella parte orientale del Sud Sudan. Una zona che è al centro di un conflitto tra le forze governative e quelle di opposizione. L’attacco, ha riferito la Missione delle Nazioni Unite nel Sud Sudan (Unmiss), è stato compiuto da “individui armati non identificati”, è avvenuto mentre una pattuglia si stava dirigendo verso la città di Pajut e potrebbe “costituire un crimine di guerra”. “Due caschi blu sono stati uccisi nell’attacco – afferma la Missione in una nota -, mentre altri sette sono rimasti feriti, tra cui tre caschi blu, due agenti del Servizio di Polizia Nazionale del Sud Sudan e due membri del personale civile”. L’Unmiss ha dichiarato di aver schierato una “Forza di Reazione Rapida” nella zona. “Una violenza così letale contro il nostro personale impegnato a sostenere la pace nel Sud Sudan è inaccettabile”, ha dichiarato Anita Kiki Gbeho, Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite e Capo dell’Unmiss. Il Sud Sudan, una delle nazioni più povere e corrotte al mondo, ha ottenuto l’indipendenza nel 2011, ma poco dopo è precipitata nella guerra civile. Un accordo di condivisione del potere ha posto fine alla guerra nel 2018, ma ultimamente si sta sgretolando, anche se il governo del Presidente Salva Kiir sta cercando di tenere le prime elezioni del Paese a dicembre.
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