Numeri e coperture finanziarie, si lavora al decreto scuola. Proteste in tutta Italia
E' alla Ragioneria dello Stato per verificare che ci siano tutte le coperture, il decreto sulla scuola licenziato dall'ultimo Consiglio dei ministri e presumibilmente all'inizio della prossima settimana arriverà al Quirinale.
Intanto oggi, in molte piazze italiane, sono scesi gli studenti, per manifestare la propria contrarietà al provvedimento e per rivendicare un'idea di scuola pubblica, "inclusiva e realmente accessibile a tutte e tutti". "La scuola deve essere un luogo capace di accogliere chiunque e di garantire a ogni studente le stesse possibilità" afferma Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete. L'Opposizione Studentesca d'Alternativa ha convocato una giornata di mobilitazione per lunedì 28 in tutte le scuole italiane. "Il Governo Meloni sperava di far passare nel silenzio questa porcheria reazionaria, ma si è alzato un grido di lotta dalle scuole", dicono questi studenti.
Secondo alcuni calcoli del Laboratorio di politica sociale del Politecnico di Milano, pubblicati dal Corriere della Sera, il totale degli alunni da considerare in eccesso nelle scuole italiane rispetto al tetto del 30% risulta molto basso: circa 300 approssimativamente, di cui 120 alle elementari, 50 alle medie e 120 alle superiori. Le classi in cui oggi ci sono oltre il 30% di ragazzi stranieri sono 34mila.
Il decreto prevede tra le altre cose l'obbligo per i genitori stranieri che non parlano italiano e i cui figli faticano a scuola, di seguire un corso gratuito di alfabetizzazione. Chi rifiuta di farlo, rischia una sanzione da 200 a mille euro. Ma il problema è che ci sono lunghe code per imparare l'italiano: nell'anno scolastico 2025-2026 - come riporta La Stampa - su 119 Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (Cpia) già censiti su 130, oltre 31 mila adulti risultavano in lista d'attesa, e il 90% di chi aspettava era straniero. Le liste d'attesa più lunghe sono in Emilia Romagna, Liguria e Toscana.
"Lo Stato italiano non sta offrendo abbastanza corsi di lingua - dice all'ANSA Paola Toniolo, presidente di Scuolemigranti - i Cpia che li erogano hanno le liste d'attesa lunghe, le piante organiche sono bloccate da tempo. La formazione non si mette come obbligo, deve prevedere un incentivo, tenendo conto del fatto che tanti stranieri lavorano molto e non possono farla".
Intanto il sindaco di Prato Matteo Biffoni ha invitato la premier ad andare nella cittadina toscana: "capirà che molte delle cose sono in quel Dl" sulla scuola "sono inapplicabili e rischiano di essere controproducenti", dice.
Nel frattempo, l'associazione dei genitori della scuola Daneo, nel centro storico di Genova, lancia la mobilitazione, dopo le polemiche per lo striscione antirazzista tolto dalla polizia ieri. Nell'appello lanciato si chiede di partecipare ad un presidio lunedì mattina poco distante dalla primaria. Ieri due agenti in borghese avevano strappato il telone con la scritta "Qui nessun* è stranier*", riportata in diverse lingue; un lavoro fatto da bambini e insegnanti. Per il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, Rossano Sasso, si tratta di un "tipico esempio di propaganda a scuola" e il ministro Valditara dovrebbe mandare gli ispettori.
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