Ex Ilva, sciopero di 24 ore e blocchi stradali: lavoratori dell’indotto protestano contro il rischio di 2.500 licenziamenti per la chiusura dell’area a caldo
I lavoratori dell’indotto ex Ilva di Taranto hanno proclamato le prime 24 ora di sciopero dalle 9.00 di oggi sino alle 7.00 di domani. La decisione è giunta dopo l’assemblea tenutasi oggi dalle segreterie dei sindacati Fim, Fiom, Uilm e Usb, congiuntamente alle altre categorie, davanti alla portineria imprese dello stabilimento. “Sia chiaro, non ci fermeremo se non ci saranno soluzioni e misure straordinarie per tutti lavoratori”, annunciato il comunicato firmato dalle sigle sindacali. Le preoccupazioni riflettono la decisione della Corte d’Appello di Milano: chiusura dell’area a caldo, il cuore della fabbrica, entro il 25 ottobre.
I lavoratori hanno occupato la strada provinciale per Statte in segno di protesta ma è annunciato un blocco stradale anche sulla statale in direzione Bari. La mobilitazione rilancia le forti preoccupazioni per i licenziamenti collettivi di circa 2.500 operai, legato alla fermata dell’area a caldo dello stabilimento entro fine ottobre, disposta dalla Corte d’Appello di Milano.
Domani è previsto a Palazzo Chigi un nuovo tavolo sull’ex Ilva tra governo e sindacati. Fino a ieri, però, non era ancora arrivata alcuna convocazione formale né alle organizzazioni sindacali né ai commissari delle amministrazioni straordinarie di Ilva e Acciaierie d’Italia. “Il tempo è scaduto”, hanno ribadito i sindacati, chiedendo garanzie occupazionali, tutela del reddito e un piano industriale per Taranto. Al centro della protesta anche il blocco delle procedure di licenziamento nell’appalto.
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