Safiya Al Sayegh lascia il ciclismo, "Ho scelto la fedeltà ad Allah"
"Gli anni scorsi sono stati difficili
mentalmente, non perché questo sport sia difficile, ma perché mi
sono trovata in una crisi di identità. Sono una donna musulmana
che crede nel vestire coperta e in modo modesto, una ragazza che
ama tanto correre in bicicletta e che ama lo sport. Quest'anno
ho finalmente preso la decisione per la fedeltà ad Allah e per
le regole della mia religione, riguardo all'abbigliamento
femminile e a ciò che credo sia giusto, rispetto a ciò che ho
amato e ho tenuto in mente per così tanto tempo". Safiya Al
Sayegh, ciclista che ha rappresentato gli Emirati Arabi Uniti
alle Olimpiadi di Parigi 2024 e che correva con il hijab, ha
deciso di interrompere la propria carriera da atleta per seguire
pienamente le proprie convinzioni religiose. "Ho riflettuto a
lungo su come vorrei essere ricordata - ha spiegato nel post
l'atleta del Uae Team Emirates-. Spero che le persone conservino
il ricordo della mia educazione, dei miei sorrisi, del mio
impegno nel portare gioia a chi mi circonda e del mio tentativo
di dimostrare, ovunque sia andata nel mondo, quanto sia
meraviglioso l'Islam: una religione di pace, equilibrio e
obbedienza al nostro Creatore, Allah".
In carriera l'atleta 25enne ha vinto 11 titoli degli Emirati
Arabi, e la sua presenza in squadra ha avuto anche un
significato. Per diversi anni è stata l'unica ciclista della Uae
a gareggiare con il hijab e una divisa sportiva che copriva il
corpo. Al Sayegh ha in questi anni sostenuto iniziative volte a
far crescere i talenti degli Emirati e anche avvicinare le donne
conterranee al ciclismo. "Sono orgogliosa di aver rappresentato
il mio Paese e di aver dato il massimo in ogni fase della mia
carriera, ma non posso continuare a fare qualcosa che, nel
profondo del mio cuore, sento essere sbagliato". Tantissimi i
commenti ed i saluti dal parte delle colleghe della ciclista.
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