Commissione Ue: "Sul prestito Safe rassicurazioni dall'Italia, si va nella giusta direzione"

La Commissione Ue ha ricevuto "rassicurazioni" dall'Italia sul prestito europeo per la difesa Safe e i contatti con Roma "stanno andando nella giusta direzione".
Il confronto, ha spiegato il portavoce dell'esecutivo Ue, Thomas Regnier, ha riguardato sia "l'importo finale che l'Italia potrebbe prendere" dei 14,9 miliardi assegnati, sia i tempi della comunicazione attesa da Roma. Bruxelles non conferma la cifra definitiva "perché l'accordo di prestito deve ancora essere firmato".
Ma l'Italia ha assicurato che informerà la Commissione "in tempo" per consentire di riallocare eventuali risorse residue. "La Commissione ha avuto scambi con l'Italia su due punti: sull'importo finale che l'Italia potrebbe prendere. Su questo non entrerò nel dettaglio perché l'accordo di prestito deve ancora essere firmato. Ma abbiamo discusso dell'importo finale che l'Italia potrebbe essere disposta a prendere", ha spiegato.
"La decisione spettava alla parte italiana, ma noi avevamo bisogno di un'informazione - ha proseguito. E poi, per quanto riguarda i tempi, abbiamo ricevuto rassicurazioni sul fatto che, qualunque sia l'importo finale che l'Italia prenderà, le autorità italiane ci informeranno in tempo e noi procederemo alla firma dell'accordo di prestito il più rapidamente possibile, in modo da poter riallocare tempestivamente eventuali fondi residui agli altri Stati membri".
Il portavoce della Commissione è stato anche sollecitato sulle ipotesi che alla fine l'Italia chieda 6 miliardi, rispetto ai 14,9 inizialmente previsti, riducendo nei fatti il programma iniziale di spesa sulla difesa.
"L'Italia dispone di un'industria estremamente competente, un'industria militare, e svolge un ruolo cruciale per l'Unione Europea nel suo complesso. Questo è il primo punto - ha affermato -. Perché continuo a essere positivo oggi? Da una parte, abbiamo ricevuto molte rassicurazioni dagli italiani sul fatto che prenderanno una larga maggioranza dei prestiti loro assegnati, quindi restano pienamente a bordo del progetto europeo di difesa. Questo è il primo punto. Il secondo punto, per essere ancora più positivo, è che anche se l'Italia non prenderà tutti i prestiti, quei soldi non andranno persi perché li riallocheremo. Abbiamo tutto il tempo per riallocarli agli Stati membri che ne hanno maggiore bisogno. Quindi l'Italia resta pienamente a bordo e nessuna risorsa andrà sprecata. Questo è ciò che conta".
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