Ranucci: 'Agirò in giudizio rispetto alla Rai'
Rispetto alla Rai "agirò in giudizio in tutte le sedi, paghi chi ha la responsabilità dei gesti", "ho in mente tre uffici, i responsabili di questi uffici", "dovevano creare una narrazione che giustificasse la mia rimozione". Lo ha detto il giornalista ed ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci alla Festa del Fatto a Marina di Pietrasanta (Lucca). "E' stato usato un documento coperto da segreto", su un anno di rimborsi, "perché - ha aggiunto - si doveva dimostrare che Report era fuori controllo" ma "il risultato è stato dimostrare che i compensi per trasferte e rimborsi di un anno di Report corrisponde allo stipendio di Vespa".
"Assolutamente non ho mai avuto interessi" negli affari di Lavitola, "mai un euro", "ho fatto tutto esclusivamente in un rapporto di amicizia, in cui ho creduto", ha detto inoltre Ranucci in merito ai suoi rapporti con l'imprenditore.
"Ho la sensazione, anzi la certezza, che non abbiano aspettato altro, creando una campagna di informazione che non ha precedenti. C'è una perversione dell'informazione in questi mesi e rimbalzano articoli falsi. Me li sto segnando tutti e dovrò fare centinaia di querele e richieste di risarcimento danni", ha detto ancora Ranucci. C'è l'obiettivo, ha spiegato, di "minare la credibilità" di Ranucci "per giustificarne la rimozione".
"Assolutamente no, basta che andate a vedere che ero in tournée per sette giorni, quindi", ha affermato il giornalista, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se fosse avvenuto un incontro 'riservato' vis a vis, a telefonini spenti, tra lui e Valter Lavitola dopo l'attentato dinamitardo al giornalista, secondo quanto avrebbe riferito Natalia Potenza ai pm.
Ieri sera, a margine del suo spettacolo 'Diario di un trapezista' a Prato, Ranucci aveva detto di aver letto che i magistrati lo riascolteranno, "penso di sì e credo che sia giusto che mi riascoltino".
"Ho la sensazione, anzi la certezza, che non abbiano aspettato altro, creando una campagna di informazione che non ha precedenti. C'è una perversione dell'informazione in questi mesi e rimbalzano articoli falsi. Me li sto segnando tutti e dovrò fare centinaia di querele e richieste di risarcimento danni", ha sottolineato il giornalista sottolineando che l'obiettivo degli attacchi contro di lui era quello di "minare" la sua credibilità "per giustificare la rimozione".
A questo proposito, ha chiarito, "secondo voi io mollo? Stanno cercando di fare di tutto per portarmi in politica perché da giornalista continuo a essere scomodo. Per questo continuerò a fare Report. Presenteremo probabilmente un ricorso di urgenza" per il reintegro, "se giudice il riterrà l'urgenza rientrerò e farò una battaglia da dentro. Se non ci sarà urgenza continuerò la battaglia sul merito".
"Sono molto deluso dalla mia azienda", ha proseguito spiegando che "cercherò di far passare il concetto che la Rai non è un condominio a uso provato ma è pubblico. La politica vuole comandare ma io penso che debba donare. Report in questi anni ha donato molto".
Sulla possibilità che Report faccia un'inchiesta su di lui ha commentato: "Non lo so, però se la fanno son contento, ho combattuto per 30 anni per la libertà di stampa, figurati se impedisco ai miei di fare un'inchiesta su di me".
E su meloni ha detto: "L'ho incontrata una sola volta, prima che fosse premier, e fu un incontro sincero e schietto ed è stata anche di parola in un momento delicato. La reputo anche un'ottima leader perché capace di portarsi sulle spalle" le decisioni "poi penso abbia perso la capacità di controllare, lasciando che altri decidessero per lei. Meloni voleva essere la premier del merito ma in questi anni, se guardiamo la Rai, è stata premiata l'ideologia e l'amichettismo, in cui il merito non conta".
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