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Monday, September 21, 2026

Rivelazione Cagliari, Pisacane tra giovani e master alla Bocconi

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Dalla Primavera alla prima squadra. E ora tra le prime quattro del campionato di Serie A. Fabio Pisacane, però, non è sulla panchina del Cagliari per caso. E' stata una scelta programmata dal club che, prima di affidargli Mina e compagni, gli ha fatto fare un percorso quasi da manager con tanto di master alla Bocconi. Un tecnico giovane e attento ai giovani: Trepy lo ha mandato in campo l'anno scorso in un Cremonese-Cagliari tutto in salita e il francese, che ora si sta riprendendo dall'incidente in piscina, lo aveva ringraziato con il gol del pareggio alla prima gara in A. Mendy, che ora gioca titolare, dopo alcuni spezzoni, aveva firmato il suo debutto nell'undici titolare con una doppietta all'Atalanta.

L'ultima scommessa è Sugamele: segnava in Primavera e allora Pisacane lo ha chiamato in prima squadra, facendolo esordire in A contro il Lecce. Il tecnico rossoblù studia inglese, spagnolo e francese. Il corso alla Bocconi lo ha fatto sulla comunicazione. E forse anche lì ha capito come si parla ai ragazzi della generazione Z: di fronte a una soglia di attenzione in generale molto bassa rispetto a indicazioni con lavagnetta e lezioni teoriche, Pisacane lavora molto con i video. Roba pratica e veloce, molto simile alla realtà digitale frequentata dai ragazzi di oggi. Quattro vittorie nelle prime cinque partite il Cagliari nella sua storia le aveva fatte solo nell'anno dello scudetto, stagione 1969/70.

"Abbiamo fatto un inizio inaspettato, però era quello che volevamo, lavoriamo per questo - ha detto Pisacane oggi a Lissone a margine dell'incontro tra i vertici arbitrali e i club di Serie A -. Come ho detto ai ragazzi, è finito una sorta di mini torneo, dopo la sosta ne inizia uno nuovo. Sappiamo che abbiamo messo fieno in cascina ma allo stesso tempo bisogna battagliare: troveremo tante insidie sul nostro percorso e ci dobbiamo far trovare pronti".

Ma il segreto è quello di una squadra unita e pronta al sacrificio: "A Udine per la prima volta in stagione giocavamo nel primo pomeriggio e in un certo senso temevo il contraccolpo: la squadra, invece, ha dato le risposte che cercavo. Ha sofferto, ma la sofferenza non mi preoccupa quando è organizzata, condivisa, accompagnata da spirito di sacrificio". La sosta lunga proprio adesso che tutto stava andando bene? Lui accetta e rilancia: "Ci permette di far rifiatare alcuni ragazzi che, in queste prime cinque gare, hanno speso tanto: è come ricominciare, ci saranno dei pro e dei contro, però siamo contenti di portare tutti a regime".

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