Difesa, tagli per sette miliardi: i progetti a rischio

Crosetto: sugli organici della Difesa intervento dopo manovra
Una partita che coinvolgerà la Difesa, e che vedrà Crosetto impegnato in una trattativa non facile con i colleghi di Governo, a cominciare con il responsabile del Mef Giorgetti, è quella che riguarda il potenziamento degli organici. «Il tema degli organici non è stato abbandonato, anche se non è presente in questo ddl» ha spiegato Crosetto, nel corso dell’audizione alla Commissione Esteri e Difesa del Senato sul disegno di legge per il rafforzamento e l’adeguamento della capacità di difesa nazionale che si è svolta giovedì 1 ottobre. «Si è deciso di distinguere le disposizioni tecniche, che costituiscono questo provvedimento, dagli interventi che invece comportano un intervento strutturale degli organici e che quindi necessitano di coperture finanziarie pluriennali e possono essere fatte soltanto dopo la Finanziaria. Quindi avremo due disegni di legge per semplificare tutto». «Quando in passato ho parlato di un’ipotesi di aumento fino a 40mila unità della componente Riserva - ha aggiunto il responsabile della Difesa - avevo spiegato che questa misura ha dei problemi di copertura pluriennale da affrontare con la legge di bilancio. È questo il punto: il quadro di finanza pubblica impone di distinguere gli interventi che possono procedere immediatamente da quelli che richiedono risorse strutturali aggiuntive. Anche il percorso di incremento della spesa per la difesa del 2026 ha dovuto confrontarsi con i vincoli connessi con la procedura europea del deficit eccessivo. Le esigenze relative agli organici, alle riserve, al personale, alla specificità, alle infrastrutture, agli alloggi restano quindi parte del percorso complessivo, ma dovranno essere affrontate dal Parlamento successivamente, parallelamente a questo provvedimento di legge».
Il ministro: «Per Arma Cyber al massimo 1.200 militari con risorse attuali»
Per quanto riguarda invece la dimensione dell’Arma Cyber delle Forze Armate italiane, il responsabile della Difesa ha chiarito nella stessa occasione che «è definita nell’ambito delle risorse che abbiamo oggi» e prevede che «entro il 2026 possano essere al massimo 1200 all’interno dei 160mila» militari totali indicato come obiettivo attuale delle Forze armate. In futuro, «possiamo poi aumentarla - ha proseguito in merito agli specializzati nella cybersicurezza - ma oggi è definita nell’ambito delle risorse che abbiamo adesso».
Il rafforzamento di Strade Sicure
Un’altra incognita riguarda il rafforzamento di Strade Sicure. Giovedì la Lega ha incassato il primo via libera alla propria risoluzione ferma da aprile su un tema che aveva creato dissidi nella maggioranza, da quando lo scorso anno a novembre Crosetto aveva sottolineato la necessità di «aumentare le forze di polizia per riportare i militari al loro lavoro originario». Fino a qualche settimana fa il tema aveva generato tensioni, con la Lega in pressing per aumentare il contingente e Fi e FdI più cauti, poi la commissione Difesa alla Camera ha scelto di superare lo stallo e dare l’ok alla risoluzione, votata da tutta la maggioranza. Il provvedimento punta a rafforzare l’operazione - che dal 2008 impiega le Forze armate per presidi di prevenzione e sicurezza - portando da circa 6.800 a 10mila i militari impiegati sul territorio nazionale per un incremento di 3.200 unità, sempre destinate alla sicurezza di città, stazioni ferroviarie e luoghi sensibili. Inoltre è prevista anche l’estensione dei presidi militari ai 61 capoluoghi di provincia oggi sprovvisti e l’assunzione di nuovi carabinieri. Al di là della volontà politica di andare in quella direzione, la coperta corta delle risorse delinea non poche incognite.
Ok del Cdm a ipotesi rinnovo contratti per difesa
Intanto, secondo quanto ricostruito dal ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a due ipotesi di contratto relative al 2025-2027. «Mi riferisco al comparto funzioni locali e comparto sicurezza e difesa», ha spiegato Zangrillo.
Crosetto: fondi Safe per 8,9 mld confermati, stanno andando avanti
Sullo sfondo c’è un altro flilone, che è quello dei fondi europei. Proprio Crosetto ha chiarito che i fondi che l’Italia ha richiesto all’Ue sotto forma di prestiti del programma Safe per 8,9 miliardi «sono confermati» e «stanno andando avanti». «Sono decisi, lo abbiamo comunicato all’Europa. È una cosa tecnica insomma» ha aggiunto. Il ministro non si è sbilanciato sulla tempistica necessaria per arrivare alla firma del prestito e al rilascio della prima tranche che corrisponderebbe al 15% del totale.
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