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Sunday, September 27, 2026

La Svizzera dice no al referendum sulla neutralità, salve le sanzioni Ue

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Una vittoria schiacciante, che ha implicazioni per l'intera Unione europea. La Svizzera dice no al referendum sulla neutralità proposta dalla destra - sebbene il partito si chiami Unione democratica di centro (Udc/Svp) - e non cambia la sua Costituzione. Il No ha vinto con il 70,2%, il Si si è fermato al 29,8%. In tutti e 26 Cantoni gli svizzeri hanno rifiutato la proposta referendaria, solo nel Ticino la vittoria del No è stata risicata.

Per i promotori della proposta, che avevano potuto contare su ingenti finanziamenti per la campagna referendaria, si è trattato di una sconfitta bruciante. Come riportato dal quotidiano Le Temps, la sala dello storico Casino di Berna scelta come quartiere generale nella giornata delle urne, è stata avvolta dal silenzio.

La proposta avrebbe portato ad un cambiamento della Carta costituzionale elvetica, restringendo lo spazio di manovra del governo federale. Si prevedeva, infatti, una più rigida e "perpetua" neutralità per la Confederazione, e in particolare che non aderisse ad alleanze militari o difensive, né collaborasse con esse salvo in caso di aggressione militare. Si prevedeva inoltre, che la Svizzera non partecipasse a conflitti tra Stati terzi e non imponesse sanzioni economiche ai belligeranti, eccetto quelle decise dall'Onu o per prevenire l'elusione di sanzioni. Ed è su questo punto che, negli ultimi giorni, si concentravano i timori dell'Ue e le speranze di Mosca. Se il referendum fosse passato, molto probabilmente la Svizzera non avrebbe più potuto applicare le sanzioni settoriali e individuali europee nei confronti di Mosca. E per un Paese dall'alto tasso di concentrazioni finanziarie straniere si trattava di un cambio di politica che avrebbe avuto conseguenze profonde per l'Ue.

Il principio di neutralità armata della Svizzera risale al XVI secolo ed è stato formalizzato nel 1815 con il Trattato di Parigi. La Confederazione non ha partecipato formalmente a nessuna delle due guerre mondiali e ha aderito alle Nazioni Unite solo nel 2002. Nei rapporti internazionali, tuttavia, la neutralità non ha impedito alla Svizzera di collaborare con gli Alleati, a cominciare da Usa e Ue, sebbene il Paese non sia membro dell'Unione.

Diverso il caso di altri Paesi neutrali ma parte dell'Ue, come Irlanda o Austria, che negli ultimi mesi stanno comunque partecipando alle iniziative di Bruxelles per la difesa comune. La vittoria del No è arrivata con il 47,1% dei votanti ed è stata affiancata da un'altra sconfitta referendaria, quella sulla sovranità alimentare. La proposta, in questo caso puntava all'autoapprovvigionamento della Svizzera per almeno il 70% dei beni. Anche in questo caso il No, con il 72,5%, ha trionfato. 

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