Manovra, poche risorse e tante richieste di spesa

A poche ore dalla chiusura della manovra ci sono ancora molte incognite: la prima riguarda le coperture, in particolare i 5 miliardi che il governo vorrebbe dal settore finanziario. Il vicepremier Tajani esclude una tassa sugli extraprofitti ma, spiega, servirà l'aiuto di tutti, compresa Cassa Depositi e Prestiti, mentre si vorrebbero escludere le banche cooperative. Tajani ha anche confermato che ci sarà un rinvio di almeno sei mesi per la plastic e sugar tax.
Sul fronte della flessibilità europea i colloqui con la Commissione si sono conclusi: starà all'Italia comunque definire le misure, ma dovranno essere esclusi i sussidi collegati all'uso di combustibili fossili e si dovrà rispettare il Patto di Stabilità.
Se le risorse sono poche, le proposte di spesa sono invece tante: si va da una social card da 500 euro per le spese mediche degli anziani, agli incentivi per chi assume giovani e donne, bonus fiscali per i più giovani e le mamme, l'innalzamento a 100 mila euro della soglia per la flat tax per le partite IVA e l'aumento a 55-60 mila euro dello scaglione IRPEF con aliquota al 33%, oltre a maggiori risorse per la sanità e forse uno scudo per le irregolarità del Superbonus da sanare con un'aliquota ridotta. Senza contare le proposte di intervento sull'età pensionabile.
Tutto questo però, con meno di dieci miliardi disponibili, non sarà possibile - e quindi bisognerà effettuare delle scelte.
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