Roma ricorda la razzia del ghetto: insulti e urla contro l'Anpi

Tensioni al ghetto di Roma durante la cerimonia per l'anniversario del rastrellamento degli ebrei: alcuni componenti della comunità romana hanno iniziato a urlare e insultare la delegazione dell'Anpi. "Ve ne dovete andare", "fuori, fuori", "vergognatevi" hanno urlato verso l'associazione dei partigiani. "Siamo stati attaccati - ha detto la presidente dell'Anpi di Roma Marina Pierlorenzi - non vogliono l'Anpi, dicendoci che siamo pro pal e che non possiamo stare in questa piazza". Nei giorni scorsi il presidente della comunità ebraica romana Victor Fladlun aveva chiesto all'Anpi di non partecipare.
La commemorazione, è quella del giorno in cui 83 anni fa, all’alba del 16 ottobre 1943, le SS tedesche, la Gestapo e la polizia tedesca — con la complicità dei collaborazionisti fascisti della Repubblica Sociale Italiana — rastrellarono il ghetto di Roma. In poche ore, 1.254 persone furono arrestate. Oltre mille vennero deportate ad Auschwitz. Di queste, soltanto 16 fecero ritorno: 15 uomini e una donna. Nessun bambino tornò dalla deportazione. Oggi, come ogni anno, Roma si ferma per ricordare. La cerimonia ufficiale a Largo 16 Ottobre 1943, nel cuore del quartiere ebraico, con la deposizione delle corone di fiori e la partecipazione delle istituzioni cittadine, regionali e dei rappresentanti della Comunità ebraica di Roma.
Nei giorni scorsi il presidente della Comunità ebraica romana, Victor Fadlun, aveva invitato l’Anpi a non partecipare alle celebrazioni. La risposta dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia era però arrivata secca: l’Anpi partecipa, “con la forza della memoria, della storia e dei valori dell’antifascismo incarnati dalla Costituzione democratica e repubblicana.” Nel suo comunicato, l’Anpi ha ricordato l’episodio del 25 aprile scorso, quando due suoi iscritti furono colpiti da proiettili sparati con un’arma ad aria compressa da una persona che si sarebbe autodefinita appartenente alla Brigata ebraica. Per quell’aggressione è in corso un procedimento giudiziario.
Nella giornata di oggi, alla Protomoteca del Campidoglio, sarà presentato il volume “Anni Rubati”, dedicato alla figura di Settimia Spizzichino — l’unica donna romana deportata ad Auschwitz che sopravvisse e tornò a Roma. Il libro, realizzato da Marco Caviglia e Miriam Spizzichino e pubblicato da Giuntina, sarà presentato agli studenti delle scuole secondarie di primo grado. Un appuntamento che unisce memoria e educazione, rivolto alle generazioni che non hanno vissuto quegli anni ma hanno il compito di custodirne il ricordo. Dal 13 ottobre è poi visitabile a Palazzo Braschi la mostra “L’archivio racconta. Memorie di famiglia nei documenti della persecuzione antiebraica”, curata da Marco Caviglia, responsabile dell’Archivio storico della Fondazione Museo della Shoah. L’esposizione, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, la Sovrintendenza e la rete dei Musei in Comune, presenta documenti originali provenienti da dieci fondi familiari: fotografie, lettere, documenti amministrativi e oggetti personali che ricostruiscono le vicende delle famiglie ebraiche romane tra il 1938 e la Liberazione. Il materiale proviene dalla campagna di raccolta “Dalle case alla storia”, avviata lo scorso gennaio, che ha permesso di acquisire un patrimonio documentario di straordinario valore storico e umano. La mostra sarà accompagnata da percorsi guidati gratuiti per le scuole secondarie di primo e secondo grado, per trasformare i documenti d’archivio in strumenti di conoscenza storica ed educazione civica.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.