Reinhold Messner si arrampica ancora a 82 anni e a chi gli scrive “Non è una roccia così alta” risponde: “Restate vigili, restate umili. Muovetevi tra le montagne e nella vita con consapevolezza”
Per festeggiare i suoi 82 anni ha scelto il Pakistan. E non un luogo qualsiasi: Reinhold Messner è tornato davanti al Nanga Parbat, una delle montagne che più hanno segnato la sua vita, insieme alla moglie Diane Schumacher.
Sui social ha pubblicato alcune immagini mentre sale su una roccia per osservare da lontano l’Ottomila: “Oggi mi sono arrampicato di nuovo lassù. Certo, non proprio come una capra di montagna come facevo allora, ma ce l’ho fatta lo stesso”. Poi il ricordo: “Ogni volta che passo da queste parti, non posso fare a meno di fermarmi. Troppe cose sono iniziate qui. Il Nanga Parbat è diventato per me molto più di una semplice montagna”.
Ed è facile capire perché. Messner ha raggiunto due volte la vetta del Nanga Parbat, a oltre 8.100 metri. La prima nel 1970, insieme al fratello minore Günther. I due arrivarono in cima dopo aver affrontato la parete Rupal, ma durante la discesa Günther scomparve, probabilmente travolto da una valanga sul versante Diamir. Reinhold riuscì a salvarsi dopo giorni durissimi, con gravi congelamenti che gli costarono sette dita dei piedi. I resti del fratello furono ritrovati soltanto molti anni dopo. Nel 1978 Messner tornò sulla montagna e raggiunse di nuovo la vetta, questa volta da solo, prima ascensione completamente in solitaria di un Ottomila.
Oggi, a 82 anni, il rapporto con il rischio è inevitabilmente diverso e a chi sui social gli ha fatto notare che la roccia sulla quale si era arrampicato “non era neppure così alta”, Messner ha risposto: “Esatto. Ed è proprio per questo che in montagna, soprattutto sulle Alpi, avvengono così tanti incidenti. Un passo sbagliato, un momento di disattenzione e una caduta può essere fatale“.
Ha poi ricordato come il cambiamento climatico renda tutto più imprevedibile, tra rocce più fragili, pietre che si staccano e appigli che possono cedere. “Vivere significa sapere che la vita può finire in qualsiasi momento. Quindi restate vigili. Restate umili. Muovetevi attraverso le montagne e attraverso la vita con consapevolezza“.
Nel giorno del compleanno è arrivato anche un pensiero sul tempo che passa: “D’ora in poi voglio festeggiare ogni compleanno. Non perché i compleanni in sé siano così importanti per me, ma perché so che il tempo diventa più prezioso man mano che diminuisce”.
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