Arrestato ingegnere di OpenAI che spiava le riunioni con un dispositivo nascosto
Abdulrahman Alfozan, ingegnere di OpenAI, è stato arrestato lo scorso 9 ottobre dall’FBI ed è incriminato dalla procura federale degli Stati Uniti per aver nascosto un dispositivo di registrazione audio nella sala riunioni della sede dell’azienda di San Francisco. Secondo l’accusa, con il dispositivo il cittadino saudita spiava gli incontri e cercava di intercettare comunicazioni riservate. Per i pm il dispositivo elettronico era stato nascosto nella carta igienica e inserito in una porta USB sul retro di una televisione nella sala riunioni; dall’analisi dati sono state ricostruite le operazioni compiute dall’apparecchio (in cui era presente un chatbot), tra le cui ricerche figurerebbero espressioni come “costruire, personalizzare, installare, registrare audio, testare, occultare e accedere da remoto a un dispositivo” e “costruire un registratore audio continuo, migliorare l’audio e l’ascolto in diretta”.
Open AI, azienda produttrice del chatbot ChatGPT, ha precisato che non è stata rilevata alcuna sottrazione o consultazione indebita del codice sorgente o dei dati dei clienti. Il 30 settembre i dipendenti hanno scoperto il dispositivo, due giorni dopo quella che i magistrati indicano essere la data presunta di installazione. Il 5 ottobre, poi, Alfozan sarebbe tornato nella sala riunioni per ispezionare il dispositivo, lasciando inoltre incustodita una borsa dove, una volta ispezionata, i dipendenti hanno trovato un dispositivo identico a quello inserito nella televisione; gli inquirenti sostengono di aver visionato i video delle telecamere di sorveglianza che riprendevano l’attività dell’uomo. Alfozan è stato licenziato, si è presentato in tribunale lo scorso martedì e rischia cinque anni di carcere e una multa di 250mila dollari.
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