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Thursday, October 15, 2026

Furti con il trucco del “falso click”, smantellata banda sull’A1: aprivano le auto senza lasciare tracce con un caricabatterie

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Furti con il trucco del “falso click”, smantellata banda sull’A1: aprivano le auto senza lasciare tracce con un caricabatterie

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Sembrava un comune caricabatterie portatile, ma sarebbe stato utilizzato per neutralizzare a distanza il sistema di chiusura delle auto. È la tecnica del “falso click”, secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, impiegata da un gruppo di ladri fermato dopo un furto nell’area di servizio Casilina Est, nei pressi di Anagni. Tre cittadini georgiani sono stati arrestati con l’accusa di furto aggravato in concorso.

Il dispositivo, un jammer nascosto in un apparecchio dall’aspetto innocuo, sarebbe servito a interferire con le frequenze radio dei telecomandi delle vetture. In questo modo, quando il proprietario premeva il pulsante per chiudere l’auto, il segnale veniva bloccato e le portiere restavano aperte. Chi si allontanava convinto di aver messo al sicuro il veicolo non si accorgeva che l’operazione non era andata a buon fine. I ladri potevano così rovistare nell’abitacolo senza forzare serrature e senza lasciare danni evidenti.

L’ultimo episodio contestato al gruppo è avvenuto nell’area di servizio Casilina Est, dove una coppia si era fermata per una breve sosta. Al ritorno, i due hanno trovato la portiera e i bagagli aperti e si sono accorti che mancava una borsa firmata. Le indagini hanno portato gli agenti a concentrare l’attenzione su un’utilitaria a noleggio, già notata nella zona di Capannelle, a Roma. Dopo il furto, la vettura è stata intercettata sull’autostrada e fermata alla barriera di Roma Sud. A bordo c’erano tre uomini, cittadini georgiani.

La perquisizione dell’auto ha permesso di recuperare numerosi oggetti ritenuti di provenienza illecita: zaini, orologi, gioielli, occhiali di marca e dispositivi elettronici, tutti privi di documentazione d’acquisto. Sono stati ritrovati anche la borsa e il bagaglio sottratti alla coppia, poi restituiti ai proprietari. Gli agenti hanno sequestrato il dispositivo camuffato da power bank e diversi strumenti da scasso. Ulteriori inibitori di frequenza sono stati trovati in un alloggio nella zona di Capannelle. Uno dei tre arrestati, trovato in possesso di documenti falsi, risultava inoltre destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare. Gli arresti sono stati convalidati dall’autorità giudiziaria

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