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Wednesday, August 26, 2026

Lombardia, commissione in agosto pur di dare il via all’autonomia prima della resa dei conti di Pontida. Le opposizioni: “Mossa disperata di Salvini”

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Lombardia, commissione in agosto pur di dare il via all’autonomia prima della resa dei conti di Pontida. Le opposizioni: “Mossa disperata di Salvini”

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Vedere le commissioni riunirsi ad agosto è piuttosto insolito, ma Pontida si avvicina e il Consiglio regionale della Lombardia deve fare presto: occorre dare il via libera alle pre-intese sull’autonomia. E così oggi, al mattino del 26 agosto, la commissione Affari istituzionali e la Autonomia si sono riunite per esaminare le i testi già licenziati dal Parlamento che riguardano quattro materie non-Lep, dalla protezione civile alla previdenza complementare.

Non solo: i tempi della discussione saranno rapidi, rapidissimi, nonostante le richieste delle opposizioni di inserire qualche audizione. Intervenuto in commissione, il sottosegretario con delega all’Autonomia Mauro Piazza ha informato gli eletti che l’obiettivo è chiudere tutto entro il 10 settembre. Quindici giorni, quindi, per analizzare pre-intese tecniche e complesse in commissione, votare le risoluzioni e poi ripetere la procedura in Aula. Dopodiché, la palla tornerà a Roma per un ulteriore via libera a livello nazionale, ma almeno la Regione avrà fatto la sua parte prima del pratone del 20 settembre.

Secondo la destra in Lombardia, tutta questa fretta ha ragioni puramente pragmatiche: “Si tratta di un passaggio cruciale per l’attuazione concreta del regionalismo differenziato – dice il leghista Giovanni Malanchini – La Lombardia potrà rispondere con maggiore tempestività, efficienza e sussidiarietà alle esigenze dei cittadini”. Idem il meloniano Matteo Forte, che sottolinea “l’esito di un lavoro di 11 anni”.

Ma le opposizioni sottolineano un secondo fine ben più politico. Il 20 settembre è previsto infatti il raduno leghista di Pontida e mai come quest’anno Matteo Salvini soffre le accuse dei dirigenti del Nord, da Attilio Fontana a Massimiliano Romeo. E così i Consigli regionali di Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria – dove il leader può contare sul corpaccione dei suoi eletti – si sono dati da fare per calendarizzare il prima possibile la discussione sulle pre-intese, a costo di riunirsi ad agosto come già avvenuto, appunto, a Venezia. L’obiettivo: arrivare al pratone con in mano l’ok nelle Regioni a una misura bandiera.

E così il capogruppo 5Stelle Nicola Di Marco attacca: “Quanto presentato in Commissione non è una riforma, ma il disperato tentativo di dare alla Lega una bandiera da sventolare a Pontida, in vista della prossima campagna elettorale. Il ruolo del Consiglio regionale non può essere svilito a quello di congresso, o peggio marchettificio, del centrodestra lombardo. Ci chiediamo quale credibilità possa avere un provvedimento già bocciato da Corte costituzionale, che ora torna modificato e che si vuole approvare in tutta fretta. Motivo per cui è stata bocciata la nostra richiesta di avviare nelle commissioni dei cicli di audizioni”.

Identiche preoccupazioni arrivano da Pd, coi consiglieri Angelo Orsenigo e Marco Carra: “Ci viene chiesto di discutere e assumere una posizione su un tema di enorme rilevanza istituzionale con una tempistica estremamente ridotta e obiettivi davvero deludenti”. E Onorio Rosati di Avs annuncia battaglia in Aula: “Non ci siamo, né sul metodo né sul merito. Per la maggioranza, commissioni e Consiglio non contano nulla. Sui contenuti poi è peggio di quanto si potesse immaginare. In Consiglio presenteremo una risoluzione alternativa con cui chiederemo di sospendere il provvedimento”. Il pratone incombe.

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