Caserta, la fotografia di Biasiucci in mostra alla Reggia fino al 30/11

Il monumentale complesso vanvitelliano ospita una mostra personale dell'artista, curata da Tiziana Maffei e aperta al pubblico fino al prossimo 30 novembre. Attraverso circa 300 opere tra scatti e installazioni multimediali, l'esposizione indaga i legami più profondi tra uomo, natura e memoria. La rassegna si sviluppa lungo ventiquattro tematiche universali partendo dalla Cappella Palatina per poi snodarsi nelle sale della suggestiva Gran Galleria
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La Reggia di Caserta ospita la mostra “Archetipi” di Antonio Biasiucci, uno dei più originali interpreti della fotografia contemporanea. L’esposizione, visitabile nella Gran Galleria fino al 30 novembre, propone un viaggio visivo unico attraverso circa 300 opere e installazioni site-specific. Curato da Tiziana Maffei, il percorso esplora le connessioni intime tra uomo, natura e memoria universale. L'iniziativa, realizzata in collaborazione con importanti istituzioni, consolida il ruolo del Museo come fucina internazionale e spazio di formazione dello sguardo.
L'alfabeto dell'umanità
Nelle sale della Gran Galleria, l'esposizione restituisce alla fotografia la sua funzione più intima e profonda. Biasiucci propone un cammino di emersione e rivelazione durato anni, dove elementi radicati nel territorio campano, come il pane, il latte, i vulcani e i riti della fede, mutano forma. Attraverso un processo di scarnificazione e riduzione all'essenziale del soggetto, l'artista trasforma la realtà immediata in fondamenti transculturali e atemporali. Il pane si tramuta così in un frammento di meteorite, la mozzarella evoca il cosmo e il vulcano diventa sinonimo di creazione originaria.
Il percorso e i drammi contemporanei
Il viaggio espositivo comincia suggestivamente nella splendida cornice della Cappella Palatina, dove le decorazioni del Vanvitelli accolgono le immagini misteriose di 27 ex voto. La mostra si sviluppa poi attraverso ventiquattro tematiche, alternando immagini singole a complessi polittici e installazioni di grande impatto. Tra queste spicca “Corpo latteo”, uno spazio immersivo e multidimensionale che proietta il visitatore in un cammino cosmico senza fine. Forte è anche l'impegno sociale visibile nell'opera site-specific “Molti”, focalizzata sui calchi facciali di popolazioni nordafricane degli anni Trenta. In questo lavoro, i numeri disegnati dall'artista Mimmo Paladino amplificano il dramma dei migranti scomparsi in mare, trasformandoli da identità perdute in cifre. L'installazione si arricchisce inoltre di una videoproiezione immersiva, scandita dalle musiche originali composte da Guglielmo Grillo.
La memoria di San Leucio
La rassegna offre anche un viaggio viscerale e poetico nel cuore del vicino Real Sito di San Leucio, proprio in occasione delle celebrazioni per i 250 anni dalla fondazione della Colonia. Le fotografie di Biasiucci catturano telai storici, ingranaggi metallici e vecchi rocchetti del torcitoio, spogliandoli della loro mera funzione meccanica per inserirli in una narrazione sospesa nel tempo. L'obiettivo del fotografo si concentra sulla materia archeologica e industriale, facendo riaffiorare dall'oscurità i volti delle donne lavoratrici e gli strumenti del faticoso lavoro serico. Si tratta di tracce indelebili di un’identità collettiva mai perduta, che oggi rinasce sotto una nuova luce artistica. A completamento di questo ricco percorso culturale, la mostra è accompagnata dall'omonimo volume monografico "Archetipi", edito da Allemandi e dedicato all'intera produzione dell'autore campano.
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