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Monday, October 12, 2026

“Ho dovuto fare un controllo antidoping a casa, nella stanza accanto c’era mia madre morta”: la denuncia di Valentina Cavallar

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“Ho dovuto fare un controllo antidoping a casa, nella stanza accanto c’era mia madre morta”: la denuncia di Valentina Cavallar

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“Appena poche ore dopo la morte di mia madre, ho dovuto sottopormi a un controllo antidoping a casa, nella stanza accanto a quella in cui c’era il suo corpo“. È il succo dello sfogo social di Valentina Cavallar, 25 anni, ciclista austriaca del Team SD Worx-Protime, che ha raccontato una delle esperienze più difficili della sua vita. La giovane ciclista stava attraversando momenti difficili per la morte della mamma, quando qualcuno ha bussato alla porta di casa sua per un controllo antidoping. Una scena che Cavallar ha voluto raccontare con un post social: “Per motivi personali e familiari, ho dovuto concludere anticipatamente la mia stagione dopo il Tour de France di quest’anno. Di solito preferisco tenere la mia vita privata lontana dagli occhi del pubblico, ma questa è una cosa che sento sia importante condividere. La perdita di mia madre, avvenuta a settembre, ha cambiato per sempre il mio modo di vedere la vita“.

Cavallar è poi entrata ancora più nello specifico, spiegando: “Si può trascorrere gran parte della propria vita inseguendo obiettivi, spingendo i propri limiti e misurando il successo in base ai risultati, alle vittorie e ai traguardi raggiunti. Ma perdere una persona che si ama ti fa capire quanto poco tutto questo conti davvero, alla fine. La vita non riguarda quanto riesci a realizzare, quanto diventi una persona di successo o quante persone conoscono il tuo nome. Riguarda le persone che ami, i momenti che condividi con loro e i ricordi che costruisci insieme. Ho sempre saputo quanto fosse importante per me la mia famiglia, ma credo di non aver mai compreso davvero quanto lo fosse fino a quando non mi sono trovata a dover affrontare la vita senza mia madre”.

Un momento dolorosissimo, che la ciclista austriaca stava superando in silenzio e senza esternare nulla sui social. Poi il controllo antidoping a sorpresa, in una giornata davvero complicatissima: “A rendere questa esperienza ancora più difficile è stato il fatto che, appena poche ore dopo la morte di mia madre, ho dovuto sottopormi a un controllo antidoping a casa, nella stanza accanto a quella in cui giaceva il suo corpo. Comprendo l’importanza di uno sport pulito e ho sempre rispettato le responsabilità che derivano dall’essere un’atleta professionista. Ma in quel momento non stavo chiaramente pensando al ciclismo, alle competizioni o ai miei doveri di atleta. Ero una figlia che aveva appena perso la propria mamma“, ha spiegato.

Una situazione imbarazzante e fuori luogo, come definita dalla stessa Valentin Cavallar: “Dover affrontare un controllo antidoping in quelle circostanze è stato profondamente doloroso, del tutto fuori luogo e irrispettoso nei confronti della mia famiglia. È stato un momento che mi ha portato a riflettere su quanto facilmente si possa dimenticare che dietro ogni atleta c’è un essere umano, con una vita, una famiglia ed emozioni che non scompaiono semplicemente quando entrano in gioco gli obblighi dello sport professionistico. Credo nello sport pulito. Ma credo anche che l’umanità, la compassione e il rispetto non debbano mai essere dimenticati”, ha concluso l’atleta austriaca nel suo post social.

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