“Conte dovrà fare pippa sul no alle armi a Kiev. Faccia pure ammuina, ma il nostro sostegno è incrollabile”: le certezze del riformista Pd Sensi
“Io per fortuna non sono Conte, quindi non sono un leader politico. Dico che Conte dovrà fare pippa, non c’è grande scelta. Lui può fare tutta l’ammuina che vuole per il suo pubblico e il suo elettorato, ma il sostegno all’Ucraina per il Pd e per la coalizione che si farà è incrollabile”. Lo afferma il senatore del Pd Filippo Sensi, ospite di Battitori liberi su Radio Cusano, nel confronto con i conduttori Gianluca Fabi e Savino Balzano sulla linea ferma del M5s e del suo leader Giuseppe Conte contro l’invio di armi a Kiev.
Sensi, ex portavoce e capo dell’ufficio stampa della presidenza del Consiglio dal 2014 al 2018, prima con Matteo Renzi e poi con Paolo Gentiloni, è una delle voci più esposte della minoranza riformista del Pd, quella che lui stesso descrive come “un po’ più vocale e spinta”, sul sostegno a Kiev. Alla domanda sul problema che la posizione del M5s pone al Pd, Sensi risponde: “Tutto il Pd, da quando c’è stata l’invasione russa in Ucraina, ha sempre avuto la stessa linea. Altri partiti, come il M5s, all’inizio hanno detto sì al sostegno anche militare all’Ucraina, poi hanno cominciato a non votare più. Noi del Pd abbiamo sempre votato così e continueremo a votare nello stesso modo – continua – Su questo punto del sostegno a Kiev non ci sono distinzioni tra correnti interne al Pd. Ovviamente noi della minoranza riformista del Pd vorremmo un sostegno più caloroso e non recalcitrante. Però, ripeto, il Pd sostiene l’Ucraina e continuerà a sostenerla”.
Balzano obietta che, se Conte “dovrà fare pippa”, dovrà piegarsi alla linea del Pd sull’invio di armi e che, in caso contrario, “ci perderebbe completamente la faccia”. Mentre il conduttore pronuncia queste parole, Sensi accompagna la replica con un gesto eloquente della mano, come a sminuire il leader del M5s. Poi precisa: “Non esiste un governo europeo che non dia sostegno all’Ucraina. Non c’è. C’era prima l’Ungheria, ma stop: non c’è nessun governo liberale, conservatore, con dentro populisti di sinistra e di centrosinistra, perché questa è l’Europa e perché questo è un impegno che abbiamo e che riguarda la nostra vita, il nostro futuro, la nostra sicurezza”. E aggiunge: “Quindi, va tutto bene quando uno dice ‘il disarmo, l’Ucraina, basta, mai più’: potrà produrre qualsiasi tipo di motivazione da leguleio, del tipo ‘mandiamo i soldi ma non le armi’. Inventatevi quello che volete, ma il sostegno all’Ucraina resterà. E non perché è la linea del Pd, ma perché sono i fatti”.
Sulla possibilità che il M5s esca dal campo progressista e che faccia il suo ingresso Matteo Renzi, il senatore dem osserva: “Questo non lo so. L’alleanza di centrosinistra, sta lavorando insieme in Parlamento da un po’ su tanti provvedimenti, dal M5s ad Avs, Italia Viva, +Europa e Pd. Già questo è un pacchetto di proposte e di intese su cui si può costruire. Io penso che noi dobbiamo essere il più aperti possibile e non sdegnosi. Però queste non sono decisioni che riguardano me, che sono un peone, ma credo che tutti quelli che vogliono lavorare insieme per costruire una proposta alternativa alla destra siano benvenuti”.
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