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Sunday, September 27, 2026

Dopo Eni, Ip promette un tetto al prezzo del carburante: “Progressivamente dal 28 settembre”. Meloni: “Segnale importante”

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Dopo Eni, Ip promette un tetto al prezzo del carburante: “Progressivamente dal 28 settembre”. Ma non dice il prezzo

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Ip segue Eni e si impegna a mettere un tetto al prezzo del carburante. E così, sommando le circa 4mila stazioni di Eni alle oltre 4.500 di Ip, il prezzo di benzina e gasolio sarà calmierato in più di un terzo dei circa 22mila benzinai italiani e non si esclude un effetto traino sugli altri operatori. Ma il diavolo sta nei dettagli e Italiana Petroli non ha ancora fornito i dettagli dell’operazione che, come quella di Eni scatterà lunedì 28 settembre.

E poi i portatori di interesse ricordano che il compito di risolvere il problema non stai ai privati, bensì alla politica. “Un’iniziativa commerciale, per quanto utile, non può sostituire una politica fiscale strutturale sui carburanti, che resta responsabilità del governo: il dimezzamento dello sconto sul gasolio pesa proprio su chi lavora”, avverte il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, che ha pubblicato un’analisi dei benefici economici del tetto, chiedendo che “il meccanismo delle accise mobili, dal 6 ottobre, sia applicato con rapidità e trasparenza e che si guardi con attenzione a chi resta fuori da questo beneficio, dall’autotrasporto ai distributori indipendenti, che sono anch’essi piccole imprese e non devono pagare il prezzo di una competizione impari”.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in ogni caso, è stato prontissimo a salire sul carro: “Proprio ad inizio settembre avevo chiesto a Rovshan Najaf, presidente di Socar, azienda energetica dell’Azerbaijan che controlla Italiana Petroli (IP), di andare in questa direzione. Nessuna imposizione dall’alto, nessuna nuova tassa per le imprese, ma un contributo volontario per aiutare i cittadini italiani. Noi di Forza Italia avevamo ragione”, ha scritto su Facebook.

Nei fatti Socar, l’azienda energetica dell’Azerbaijan che a maggio ha comprato Italiana Petroli da Api Holding, ha deciso di “calmierare i prezzi dei carburanti commercializzati sul mercato italiano dalla controllata Italiana Petroli (Ip)”. Il gruppo che possiede anche Esso, spiega una nota, ha deciso di “rafforzare il proprio impegno nei confronti dell’Italia” con “l’obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete distribuzione carburanti”. E il limite verrà “applicato progressivamente, a partire dalla rete a marchio Ip garantendo un significativo supporto ai partner e ai retisti con cui l’azienda ha costruito negli anni un rapporto di piena fiducia, trasparenza e collaborazione, che la distingue all’interno del panorama energetico nazionale”.

In concreto, però, non è ancora chiaro in cosa si tradurrà lo sforzo degli azeri: “Il valore del prezzi verrà stabilito in base alle diverse esigenze per garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori”, si legge ancora nella nota, in cui si sottolinea che “in questo modo la compagnia statale azera aderisce all’appello del Governo italiano di andare incontro alle necessità di famiglie e imprese, che ormai da oltre sei mesi si confrontano con prezzi dei carburanti straordinariamente alti a causa del contesto di forte instabilità geopolitica che impatta le catene di approvvigionamento globali”.

Il limite, in ogni caso, scatterà da lunedì 28 e “verranno contestualmente studiate le modalità più efficaci per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip e distribuiscono attraverso i propri marchi in tutto il territorio nazionale”.

Secondo il Centro Studi Unimpresa il tetto ai prezzi dei carburanti fissato da Eni sulla propria rete di oltre 4000 stazioni che entra in vigore lunedì 28 settembre, vale un risparmio di circa 80 euro al mese per ogni famiglia con due auto, Il calcolo è del Centro Studi Unimpresa, che ha messo a confronto i prezzi medi rilevati domenica 27 dall’Osservatorio del ministero delle Imprese e del made in Italy con il limite massimo annunciato dal gruppo petrolifero pubblico: 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio.

Per le famiglie con due auto il risparmio massimo settimanale è stimato in 17,80 euro, mentre per le piccole imprese che lavorano con furgoni e veicoli commerciali leggeri, si parla di cifre comprese tra 12 e 37 euro settimanali per mezzo al netto dell’Iva, cioè da 50 a 160 euro al mese. Per un pieno settimanale da 50 litri, secondo l’analisi, una famiglia risparmia 8,45 euro con un’auto a benzina e 9,35 euro con un’auto diesel. Sui 30 giorni di durata iniziale della misura il vantaggio è di 36-40 euro per auto, che salirebbe a 115-127 euro in caso di proroga fino al 31 dicembre, ipotesi prevista dalla stessa Eni in funzione dell’andamento del mercato.

Più rilevante, calcola Unimpresa, l’effetto sulle micro e piccole imprese che si riforniscono alla pompa. Un artigiano con un furgone e un consumo di 80 litri settimanali risparmia 12,26 euro a settimana al netto dell’Iva, un’attività di commercio e distribuzione locale con 120 litri 18,39 euro, un corriere dell’ultimo miglio con 240 litri 36,79 euro. Per una flotta di dieci furgoni il beneficio arriva a 245 euro settimanali e a oltre 3.300 euro fino a fine anno.

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