Pep Guardiola su Gaza: "Non sono numeri, effetti collaterali, sono persone"

“Non sono morti, sono stati assassinati. Non sono solo numeri. Sono vite con nomi, volti, famiglie, sogni e ricordi. Non sono vittime civili; sono ragazzi e ragazze. Non sono danni collaterali, sono bambine e bambini. E quando smettiamo di chiamare le cose con il loro nome, quando accettiamo un linguaggio he nasconde il dolore, iniziamo a perdere la nostra umanità”. Così l'allenatore Pep Guardiola, in un nuovo video in collaborazione con Unrwa Spain (Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi), ha lanciato un nuovo messaggio invitando il mondo a non dimenticare la popolazione di Gaza e a rompere il silenzio sulla crisi umanitaria. “Vediamo bambini e bambine a Gaza che cercano i loro genitori sotto le macerie. Ascoltiamo le loro grida di aiuto, la loro fame, il loro abbandono. Siamo testimoni della perdita di tutto prima ancora che abbiano la possibilità di crescere. Questo inferno continua, e con esso continua la disumanizzazione del popolo palestinese. Le loro vite hanno lo stesso valore delle nostre. La loro sofferenza non ci è estranea. Non dimentichiamolo: la solidarietà con la Palestina non può essere interrotta. Nemmeno la nostra responsabilità può essere interrotta”, ha aggiunto.
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