Il Portogallo vola senza Cristiano Ronaldo: Ramos segna ancora, ma i fan di CR7 attaccano sua moglie. Jorge Jesus: “Non chiedo scusa a nessuno”
Una liberazione o una vergogna: il Portogallo si spacca su Cristiano Ronaldo e il suo burrascoso addio alla Nazionale. Da una parte c’è chi sostiene che CR7 fosse ormai diventato una figura ingombrante, incapace di accettare un ruolo non più di primo piano a 41 anni. Dall’altra parte però ci sono i numerosi e rumorosi tifosi di Ronaldo, sparsi un po’ in tutto il mondo, che negli ultimi giorni sono arrivati perfino a prendere di mira Margarida Amaral Domingues, moglie di Gonçalo Ramos, l’attaccante del Milan che ad oggi è considerato dal ct Jorge Jesus l’attaccante titolare del Portogallo. Proprio il ct, intanto, nella sua ultima conferenza stampa di questa pausa Nazionali per la Nations League, ha tenuto il punto: “Sarà Cristiano Ronaldo a decidere se rispondere alla prossima convocazione, ma io non chiedo scusa a nessuno”.
Insomma, la telenovela continua, con protagonisti anche la moglie di Cristiano Ronaldo, Georgina Rodriguez, e perfino l’ex centrocampista brasiliano Felipe Melo. Nel frattempo, bene sottolinearlo, il Portogallo domenica sera ha vinto la quarta partita su quattro in questa Nations League. La scelta del 72enne ct di trattare Ronaldo come tutti gli altri sembra aver ricompattato il gruppo. E Gonçalo Ramos ha firmato il suo terzo gol in quattro match, nonostante le deliranti critiche apparse sotto il profilo social della moglie: “Dì a tuo marito che non può sostituire Cristiano Ronaldo”, scrivono i fan dell’attaccante dell’Al Nassr.
L’atteggiamento più volitivo del Portogallo è stato notato anche da Felipe Melo: “Vedo molto più rispetto da parte degli avversari”, ha scritto, sottolineano come nessun compagno di Nazionale si sia schierato platealmente con CR7, come ha fatto invece Hojlund. Ronaldo ha messo like al video dell’ex centrocampista, scatenando altre ipotesi sul clima nello spogliatoio. Mentre Georgina ha attaccato direttamente il ct Jorge Jesus: “Perché lo ha chiamato? Per fargli prendere posizione? Questa non è autorità, è insicurezza“. E ancora: “Non so come quest’uomo possa chiamarsi come Cristo”.
A tutta questa isteria però il commissario tecnico sta rispondendo con i risultati in campo e con la calma in conferenza stampa. La sua autorità non è in discussione: “Cos’è successo nello specifico con Ronaldo? Io non chiedo scusa a nessuno. Il problema che ha scatenato tutto questo è stato il fatto che il giocatore si stesse scaldando. Mi prendo la responsabilità della decisione e di ciò che è accaduto. Ma chiedere scusa di cosa? A chi? Questa è una bugia. Chiedere scusa di che? Quale sarebbe il motivo per chiedere scusa?“. A sorpresa, però, Jorge Jesus non ha chiuso la porta a Cristiano Ronaldo: “Per me, fin dall’inizio, non è mai stato un ‘caso’. È stata una dinamica che ritenevo normale per un allenatore. Ci sono princìpi da allenatore che sono non negoziabili, ma poiché non c’è stato nulla di eccezionale che abbia scalfito la mia autorità, per me Cris, alla prossima convocazione – se starà giocando nell’Al Nassr – sarà un giocatore convocabile se vorrà tornare in Nazionale”. Così, il pallone torna nel campo di Cristiano Ronaldo. Avrà tempo fino a novembre per decidere.
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