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Tuesday, October 20, 2026

Quanti sono e quanto spendono i subacquei italiani? Nasce l'Osservatorio nazionale

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Quanti sono i subacquei italiani? Quanto spendono per attrezzature, corsi e viaggi? Quante immersioni fanno ogni anno? E soprattutto, chi sono, come si informano e quali destinazioni scelgono per coltivare la loro passione? Domande apparentemente semplici, alle quali oggi è difficile dare risposte precise. Perché la subacquea italiana è un mondo ricco di esperienze, professionalità e attività economiche ma ancora povero di dati capaci di raccontarne le reali dimensioni. Per colmare questa lacuna, il portale specializzato ScubaPortal ha lanciato il primo Osservatorio Subacqueo Italiano, un progetto di raccolta dati per tracciare il numero di praticanti, la frequenza delle immersioni, le attrezzature usate e le spese per corsi e viaggi.

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Quello che devi sapere

Dai diving center ai tour operator, il mondo della subacquea

L’iniziativa parte da una considerazione: dietro ogni immersione c’è molto più di un sub che scende sott’acqua. Ci sono diving center, istruttori, scuole di formazione, produttori e distributori di attrezzature, negozi specializzati, tour operator, strutture ricettive e professionisti. Un insieme di attività che intreccia sport, turismo, tecnologia e ambiente, generando relazioni economiche e opportunità di lavoro. Eppure, nonostante questa articolazione, manca ancora una base informativa aggiornata e facilmente accessibile per comprendere chi pratica la subacquea in Italia e come si stiano trasformando i suoi comportamenti. "Da oltre vent’anni - spiega Marco Daturi, fondatore di Scubaportal - raccontiamo la subacquea italiana, le sue storie, i suoi protagonisti, le innovazioni e le straordinarie esperienze che si possono vivere sott’acqua. Ma a un certo punto ci siamo posti una domanda: quanto conosciamo davvero questo mondo? Sappiamo che esiste una comunità appassionata, competente, capace di investire tempo e risorse in ciò che ama. Quello che non sappiamo, almeno non con la precisione che vorremmo, è quanto sia grande, come si distribuisca sul territorio, quali siano le sue abitudini e come stia cambiando. Con l’Osservatorio vogliamo iniziare a dare risposte fondate sui numeri, non soltanto sulle impressioni".

Rapporto Nazionale sulla Dimensione Subacquea Italiana

Sebbene manchino i dati sui singoli subacquei ricreativi, il 1° Rapporto Nazionale sulla Dimensione Subacquea Italiana (presentato a luglio 2026 da OsserMare, Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne) ha stimato che l'intera underwater economy italiana vale complessivamente 3,5 miliardi di euro, contando 189 imprese e 63.000 addetti. Il settore ha registrato un incremento straordinario del +216% nell'arco di meno di 10 anni.  Sono stati rilevati ben 12.659 brevetti, a testimonianza dell'altissimo tasso tecnologico e di ricerca del tessuto produttivo italiano. Per quanto riguarda le esperienze sul campo, il costo di una singola immersione ricreativa in Italia varia mediamente dai 30 euro ai 150 a persona, a seconda della durata e del tipo di attività.

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Esperienza e provenienza geografica

Il neonato Osservatorio Subacqueo Italiano si propone di raccogliere informazioni sull’età e sulla provenienza geografica dei subacquei, sull’esperienza maturata e sui brevetti conseguiti, sul numero di immersioni effettuate annualmente e sulle risorse economiche destinate alla propria passione. Ma anche sulle attrezzature utilizzate, sulla formazione, sul rapporto con le nuove tecnologie e sui criteri che orientano la scelta di diving center, corsi, viaggi e destinazioni. Un insieme di informazioni che permetterà di osservare il settore da una prospettiva diversa, mettendo in relazione comportamenti individuali e tendenze collettive. Quanto conta il passaparola nella scelta di un diving center? Quale ruolo hanno i canali digitali nell’informazione subacquea? Quanto incidono attrezzature e formazione sulla spesa annuale? E quali sono le mete più ricercate dagli appassionati? Sono soltanto alcuni degli interrogativi ai quali l’indagine cercherà di dare risposta.

Obiettivo: raccogliere dati affidabili per offrire strumenti utili

"Il nostro obiettivo - dice ancora Marco Daturi, fondatore di Scubaportal - non è giudicare le scelte dei subacquei e nemmeno stilare classifiche di comportamenti virtuosi. Vogliamo conoscere e capire. Perché avere dati affidabili significa offrire strumenti utili a tutta la comunità: a chi pratica la subacquea per passione, a chi la insegna, a chi organizza viaggi e immersioni, a chi produce attrezzature e a chi investe professionalmente in questo settore. Significa passare dalle sensazioni a una conoscenza condivisa, che possa aiutare tutti a guardare al futuro con maggiore consapevolezza".

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Ambizione: trasformare l’Osservatorio in un appuntamento periodico

Per costruire una fotografia il più possibile rappresentativa della subacquea italiana, Scubaportal chiama a raccolta non soltanto i singoli appassionati, ma anche diving center, istruttori, associazioni, club e operatori del settore, invitandoli a diffondere un questionario tra i propri contatti. La partecipazione è anonima, richiede pochi minuti e rappresenta il contributo concreto che ciascun subacqueo può dare alla conoscenza di un mondo di cui è protagonista. I dati raccolti saranno analizzati e pubblicati attraverso Scubaportal premium, dando vita a una serie di approfondimenti dedicati all’evoluzione della subacquea italiana. L’ambizione, tuttavia, va oltre questa prima rilevazione: trasformare l’Osservatorio in un appuntamento periodico, capace di seguire nel tempo i cambiamenti delle abitudini, degli interessi e delle scelte dei subacquei. "Questa prima indagine - osserva Daturi- rappresenta un punto di partenza. Vorremmo che tra qualche anno fosse possibile confrontare i risultati e capire in quale direzione si sta muovendo la subacquea italiana. Se cambiano le destinazioni preferite, se aumenta l’interesse per la formazione, se si modificano le abitudini di acquisto o il rapporto con la tecnologia. Ma per arrivarci dobbiamo cominciare oggi, e abbiamo bisogno della partecipazione di tutti. Più risposte raccoglieremo, più riusciremo a costruire un quadro utile e significativo. Per questo chiediamo a ogni subacqueo di dedicarci due minuti e di coinvolgere altri appassionati. E' un piccolo gesto che può contribuire a dare al nostro mondo una voce più forte e consapevole".

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