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Wednesday, September 23, 2026

Lite Calenda-Casalino. “Conte ha disintegrato i conti”. “Questo è disonesto. Perché attacchi sempre lui e non Meloni e Vannacci?”. Su La7

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Bagarre a DiMartedì, su La7, tra Carlo Calenda e Rocco Casalino, protagonisti di un acceso botta e risposta sui conti pubblici, sul Superbonus e sul posizionamento politico del senatore di Azione. La miccia è un sondaggio Ipsos realizzato da Nando Pagnoncelli sulle eventuali primarie del campo progressista: Conte si attesterebbe al 38%, davanti a Elly Schlein, ferma al 22%, mentre un ipotetico terzo candidato raccoglierebbe il 20%. Uno scenario che Calenda accoglie senza entusiasmo: “Spero che Conte non vinca, perché ha disintegrato le finanze pubbliche. Ha buttato 253 miliardi, in gran parte per consentire a persone che non ne avevano bisogno di rifarsi casa”.
Casalino non ci sta e contesta innanzitutto il modo in cui vengono presentati i costi delle misure adottate durante i governi Conte: “Trovo intellettualmente disonesto dire che 250 miliardi siano stati regalati a persone che non ne avevano bisogno. Quei soldi, che erano molto meno di 250 miliardi, sono andati alle imprese edili, ai produttori di materiali edili, ai serramentisti, agli impiantisti termoidraulici, alle aziende che lavorano nella climatizzazione, nel fotovoltaico e nei sistemi di accumulo. Sono state quelle imprese a ristrutturare le case e lei, che si definisce di centro, dovrebbe sapere quanto sia importante sostenere le piccole e medie imprese”.

Il giornalista insiste soprattutto sul contesto nel quale quelle scelte furono compiute, ricordando i mesi più duri della pandemia e il crollo dell’economia provocato dalle chiusure: “Forse non ricorda che il Paese era in ginocchio per via del lockdown e che il Pil era crollato del 9%. Lei attacca una persona, Conte, che ha salvato il paese in lockdown – continua – Tutti i Paesi del mondo hanno fatto debito, come Francia e Germania. E lei su cosa lo attacca? Conte ha governato quella fase soltanto per sei mesi, dopo ha governato Draghi. Ma lei in maniera disonesta dà solo la colpa a Conte. È una roba assurda”.

Calenda reagisce e il confronto si fa sempre più teso: “Sarai anche un ottimo comunicatore, ma i numeri non sono il tuo forte. Le misure fatte da Conte, compresa Quota 100, sono costate 253 miliardi. Questo è un dato, non un’opinione”.
Casalino prova più volte a intervenire e il senatore lo richiama: “Lasciami finire, perché io ti ho ascoltato. Ti sei accalorato come se avessi attaccato tuo fratello. Il punto è che queste misure hanno aperto una voragine nei conti pubblici e che quei soldi sono serviti al 4% degli italiani per rifarsi case e ville”.
Ma quei soldi sono andati alle imprese. Perché non dici la verità?“, ribatte Casalino.
Calenda sbotta: “Ma ti sembra possibile che un Paese con la sanità e la scuola nelle condizioni in cui sono possa permettersi una cosa del genere? Ma per favore”.

Nel mezzo dello scontro interviene il giornalista Massimo Giannini, che osserva come la responsabilità del Superbonus non possa essere ricondotta soltanto a Conte, dal momento che la misura è proseguita anche durante il governo Draghi ed è stata sostenuta, almeno inizialmente, anche dall’esecutivo guidato da Meloni.
La discussione, però, si sposta rapidamente dal Superbonus al ruolo politico del M5s e alla sua collocazione nel campo largo. Calenda mette in dubbio le credenziali istituzionali del Movimento: “Conte dovrebbe tutelare la democrazia liberale? Ma Di Maio andò in televisione, peraltro in una trasmissione di intrattenimento, a chiedere l’impeachment di Mattarella. I Cinque Stelle sono stati la più grande presa in giro degli italiani. E adesso dovremmo considerarli istituzionali? Ma di che cosa stiamo parlando?”.

Casalino rovescia l’accusa e chiama direttamente in causa la strategia politica di Azione. Rivolgendosi a Giovanni Floris, ricorda che con una legge elettorale accompagnata da un premio di maggioranza non ci sarebbe spazio per giocare il ruolo dell’ago della bilancia e che la scelta di Calenda di restare fuori dal centrosinistra finirebbe, nei fatti, per favorire il fronte opposto.
E sottolinea: “Qualcuno arriverà al 42% e il centrodestra si presenterà insieme a Vannacci. Allora, Floris, puoi chiedere al dottor Calenda se si rende conto che, non andando con il centrosinistra, avvantaggia il centrodestra? Perché così sta aiutando Meloni e Vannacci. Questa cosa la vuole dire in maniera esplicita? E chiedigli anche perché attacca Conte con questa ferocia e non fa lo stesso con Meloni e Vannacci“.
Poi Casalino abbandona la mediazione di Floris e si rivolge direttamente a Calenda: “Ma perché attacchi Conte con questa violenza? Che cosa ti ha fatto? Avete qualche problema personale?”.

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