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Thursday, August 27, 2026

Nepal, il crollo di un ghiacciaio alla base dell'alluvione lampo: 332 morti e 1.300 dispersi

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Una frana nella contea di Gyirong, nella città di Shigatse in Tibet, sul lato nepalese, ha causato "gravi perdite" e persone disperse.

Il bilancio delle vittime è salito a 157 morti

Il bilancio delle vittime è salito a 157, secondo gli ultimi dati diffusi dall'Ufficio di Polizia della Provincia di Bagmati a Hetauda, aggiornati alle 17:25, ora locale. Lo riportano Bbc e il sito d'informazione Nepal News. I feriti risultano al momento 93. Sono in corso le operazioni per rintracciare i dispersi che sono decine, molti sono turisti.

Nelle prossime ore la piena è attesa nelle aree a valle del Trishuli

Le zone colpite con gravi danni sono quelle del Rasuwagadhi-Timure, Syabrubesi (fortemente colpita dalla piena del fiume Bhote Koshi), Rasuwa e la valle del Bhote Koshi. Nelle prossime ore la piena è attesa nelle aree a valle del Trishuli. La capitale Kathmandu non è interessata.

Polizia: 579 i turisti dispersi, 466 sono stranieri

Il numero dei turisti dispersi è salito a 579, secondo gli ultimi dati confermati dalla polizia nepalese riportati dalla Bbc. Del totale, 466 sono cittadini stranieri provenienti da 28 Paesi diversi.

Centotredici dispersi sono nepalesi, 54 sono statunitensi e 33 britannici. Tra i dispersi ci sono inoltre 133 indiani, 34 australiani, 24 canadesi, 19 malesi, 7 ucraini, 6 singaporiani e 6 sudafricani

La lista comprende, inoltre, 5 giapponesi, 5 neozelandesi, 4 tedeschi, 3 francesi, 2 irlandesi, 2 olandesi, 2 russi e 2 spagnoli, oltre a cittadini di Bielorussia, Finlandia, Ungheria, Israele, Lituania, Portogallo e Filippine

La maggior parte degli stranieri si trovava nella zona per completare il pellegrinaggio verso il monte Kailash e il lago Mansarovar, siti sacri per induisti, buddisti e giainisti nella regione tibetana. Proseguono le operazioni di ricerca e soccorso.

Usgs: sisma registrato nell'area è dovuto a una frana

La scossa registrata alle 8:37 locali lungo il confine tra Nepal e Cina, a nord di Kathmandu, non sarebbe stata provocata da un terremoto. Lo United States Geological Survey (Usgs), che inizialmente aveva segnalato un sisma di magnitudo 4,4, ha chiarito che le vibrazioni sono state causate da una frana eccezionalmente potente

Una massa di ghiaccio e rocce, descritta come una valanga ma più simile a uno smottamento, si è staccata da un versante montuoso precipitando nel fiume Lhende Khola, affluente del Bhote Koshi, che scorre dalla Cina verso il Nepal attraverso profonde gole. Il movimento franoso ha prodotto una scossa equivalente a un terremoto di magnitudo 5,2.

Farnesina, circa 90 gli italiani presenti in area confine con il Tibet

Sulla base delle registrazioni su “Dove siamo nel mondo”, sono circa 90 i connazionali presenti tra Nepal e Tibet. Sono in corso le verifiche per accertarne le condizioni e assicurare, ove necessario, assistenza. Lo rende noto la Farnesina.

Per emergenze, i connazionali possono contattare:

  • Unità di Crisi della Farnesina: +39 06 36225
  • Consolato Generale d’Italia a Calcutta: +91 9831212216
  • Consolato Generale Onorario d’Italia a Kathmandu: 
    +977 14538388 / +977 14529089
  • Per la Cina, l’Ambasciata d’Italia a Pechino: +86 139 0103 2957

Evacuati due cittadini italiani, incolumi

Due cittadini italiani sono stati evacuati, incolumi, dal versante nepalese del Tibet. I due italiani sarebbero assieme a un gruppo di escursionisti russi.  I due italiani che risultano coinvolti sono in buone condizioni, vengono assistiti dalla nostra diplomazia e li aiuteremo a rientrare quando riterranno opportuno, non abbiamo notizie di altri italiani coinvolti". Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa al meeting di Rimini a proposito della frana tra Nepal e Tibet.

"L'autobus si è fermato perché la strada era sbarrata e all'inizio non abbiamo capito il perché, poi ci siamo accorti che il fiume di fianco saliva, saliva: fortunatamente non è arrivato a lambire il mezzo. A monte non si poteva andare perché la strada era stata chiusa, indietro non potevamo andare perché nel frattempo il fiume era esondato. Siamo stati 8 ore fermi sull'autobus". Giovanni Fassini, uno dei due italiani coinvolti nell'alluvione in Nepal, racconta al Tg1 le ore di paura vissute a bordo del mezzo che lo portava a Katmandu con l'amico Marco Lombardi, al termine di una vacanza. "Nessuna notizia fino a quando sono iniziate a uscire le prime immagini e i primi video - dice Lombardi -. Ci è andata bene, siamo vivi, per fortuna siamo qui a raccontare ma ho visto che ci sono molti dispersi anche stranieri, la situazione è veramente tragica".

Esperto: “Crollo ghiaccio possibile causa del disastro”

Le prime analisi delle immagini satellitari e dei dati sismici indicano che la causa principale della devastante inondazione che ha travolto una valle fluviale al confine tra Nepal e Tibet sarebbe il crollo di un ghiacciaio ad alta quota, indebolito dal repentino scioglimento delle nevi. "C'è un ghiacciaio che scivola su una scogliera a circa 5.200 metri", spiega al New Scientist Dan Shugar dell'Università di Calgary, in Canada. 

"È come una linea retta perfetta dove si è spezzato, ed è caduto verticalmente per oltre un chilometro fino al fondo della valle", aggiunge. All'origine del disastro ci sarebbe il riscaldamento globale. "Non è una forzatura pensare che sì, stiamo vedendo una terribile ramificazione del cambiamento climatico causato dall'uomo", sottolinea lo studioso. 

Le alte temperature delle ultime ore avrebbero liquefatto ingenti quantità di neve e ghiaccio, indebolendo la struttura. "Confrontando le immagini satellitari di ieri e di oggi, i ghiacciai nelle vicinanze sembrano aver perso parecchia neve nelle ultime 24 ore", osserva Shugar. "La mia ipotesi è che lo scioglimento della neve e del ghiaccio abbia iniettato molta acqua liquida nel ghiacciaio, la quale è filtrata fino al letto lubrificandolo. Questo è bastato a farlo crollare", aggiunge. 

L'impatto di milioni di tonnellate di ghiaccio precipitate da un chilometro di altezza ha liberato un'energia potenziale enorme, trasformata in calore tale da sciogliere all'istante ulteriore ghiaccio e scatenare l'inondazione. "Forse la rottura del ghiacciaio è solo una parte della storia e c'è qualcos'altro che non possiamo ancora vedere, ma ad ora è questo ciò che sembra", aggiunge l'esperto.

Il fenomeno ricorda la tragedia di Chamoli avvenuta in India nel febbraio 2021 "In quel caso si trattava di una grande frana con un po' di ghiaccio sopra", ricorda lo scienziato, ma l'evento odierno ha dimensioni ancora più drammatiche. "I video che stiamo vedendo sono fuori scala", sottolinea Shugar. "È orribile. Sembra che questo evento si collocherà molto in alto nella lista dei più gravi disastri montani della storia per numero di vittime e costi", conclude.

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