America's Cup, al via le preregate. Abodi 'Sogno inizia a prendere forma'
(di Gianluca Verna)
"È un sogno che inizia a prendere
forma". Tutta l'emozione nelle parole del ministro per lo Sport
e i Giovani, Andrea Abodi, nel giorno delle prove ufficiali che
precedono la regata preliminare di America's Cup, da domani e
fino a domenica sul lungomare di Napoli. L'attesa è conclusa,
gli equipaggi sono pronti a contendersi la vittoria tra le acque
del Golfo e a incantare il pubblico partenopeo. "Finora abbiamo
sempre raccontato questo evento, da oggi - dice nell'intervista
all'ANSA - a parlare saranno le gare, le infrastrutture,
l'organizzazione e i progetti che ci accompagneranno fino agli
appuntamenti del prossimo anno" racconta il ministro
ripercorrendo le tappe di questi "mesi intensi, di lavoro
pianificato, responsabilità condivise e costante collaborazione
tra le istituzioni".
"Le regate preliminari di questo secondo round, dopo quelle
di Cagliari, rappresentano l'abbraccio tra la città di Napoli e
l'America's Cup, e l'occasione per costruire insieme l'attesa
operosa che ci accompagnerà fino al 2027" sostiene Abodi che,
dopo i grandi eventi del 2026 ospitati dall'Italia, dalle
Olimpiadi di Milano-Cortina agli Europei di pallavolo, prevede
"un successo come per gli altri appuntamenti che proseguirà
anche dopo, creando nuove opportunità per i giovani".
E parlando di opportunità, non si può che pensare a Bagnoli,
e a quell'area dell'ex Italsider abbandonata per quarant'anni e
adesso trasformata, rigenerata e pronta ad accogliere i team.
"E' stata una ferita dell'Italia che solo grazie all'impegno del
Governo Meloni oggi sta iniziando a rimarginarsi - sostiene
Abodi -. Bagnoli potrà tornare a vivere ripartendo dallo sport e
recuperando un rapporto sano con il mare, a disposizione di
tutti, a partire dai residenti ai quali ho detto di avere
fiducia nel lavoro che stiamo facendo".
Ma l'America's Cup non guarda solo ai territori affacciati
sull'acqua. L'obiettivo è portare il mare dove il mare non c'è,
come a Caivano, nel centro sportivo "Pino Daniele". Era un
"teatro degli orrori", la visione del Governo e gli sforzi di
Sport e Salute e Fiamme Oro lo hanno reso un punto di
riferimento per la comunità. E ieri 350 bambini hanno potuto
provare l'emozione della vela in piscina.
"Un'esperienza capace di suscitare curiosità, passione e
desiderio di misurarsi con qualcosa di nuovo e possibile" dice
Abodi che rilancia: "Nei prossimi mesi bisognerà continuare a
lavorare perché la vela possa incontrare altri ragazzi e
ragazze, anche lontano dal mare, anche nelle periferie".
E' questa una parte della "legacy", l'eredità che lascerà
America's Cup quando le barche non sfrecceranno più nel Golfo.
"A Napoli resterà tanto: dalla promozione turistica alle
opportunità lavorative, fino a una maggiore consapevolezza della
forza e delle ulteriori potenzialità dell'economia del mare. Poi
starà alle istituzioni e alla comunità mantenere vivi lo spirito
e gli effetti di America's Cup".
La città è pronta, si avverte per le strade la voglia di fare
bella figura. Anche perché c'è già chi sogna il bis,
l'opportunità di ospitare la Coppa anche nella prossima
edizione, quella del 2029. Per Abodi "è un obiettivo possibile,
perché Napoli ha dimostrato e sta dimostrando di avere tutte le
caratteristiche per continuare a essere protagonista".
"Ma ora dobbiamo concentrarci sull'evento che ci è già stato
assegnato. Il primo passo - chiosa il ministro - è fare bene ciò
che stiamo facendo oggi".
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