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Thursday, September 24, 2026

“Il profumo si sceglie come il partner, con l’emozione”: il nuovo galateo delle fragranze, per comprarle, regalarle e indossarle senza fare errori

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Quello giusto, attirerà l’attenzione e i complimenti. Quello sbagliato, però, avrà l’effetto opposto. Il profumo è un accessorio a tutti gli effetti Tutti conosciamo il dress code, cioè il codice d’abbigliamento, ma anche il mondo della profumeria ha le sue regole, le sue abitudini e i suoi trend: si può regalare? Quanto metterne? È vero che sfregare i polsi lo rovina?

La profumeria è in continua crescita – dice Andrea Galletti, CEO di Satinine, a FQ Magazine – C’è stato uno shift: prima i profumi commerciali avevano praticamente il monopolio del mercato e la nicchia era per pochi, oggi è stata riscoperta. Le persone vogliono comprare i profumi da chi li fa davvero“.

Forte di una lunga esperienza nel campo della profumeria artistica, Andrea Galletti ha rilanciato Satinine, storico laboratorio di profumeria milanese fondato nel 1883, insieme a Ridgely Cinquegrana. Profumi di lusso per i “nostri” anni Venti: in un secolo è cambiato il modo in cui il profumo si produce, si acquista e soprattutto si indossa. Guida ragionata allo scent code in dieci domande e dieci risposte.

Il profumo cambia dal giorno alla sera?

Un po’ come si fa con l’abito, anche la scelta del profumo varia in base all’occasione e al momento della giornata. “I profumi da sera sono più intensi, devono lasciare il segno e farsi sentire – risponde Andrea Galletti – Di giorno non è necessario. A me, ad esempio, durante la giornata piace indossare una fragranza ‘second skin‘, quindi più intima, che si percepisca solo da vicino”. Per un appuntamento importante o una serata alla Scala, aggiunge, l’abbinamento cambia.

Ha ancora senso la distinzione tra profumi da donna e da uomo?

Dopo l’esordio negli anni 90, negli anni Duemila le fragranze unisex hanno conquistato il mercato e negli ultimi anni i confini tra “maschile” e “femminile” sono diventati sempre più sfumati e fluidi. “L’idea di assegnare un genere al profumo è figlia del marketing: prima una casa faceva tre profumi e li vendeva un po’ a tutti”.

Alla fine dell’Ottocento si è iniziato a separare le due fragranze (e raddoppiare così le vendite): la distinzione commerciale rimane, ma la nostra percezione di ciò che è “per lui” e “per lei” è fortemente influenzata dal contesto culturale. Le essenze floreali, per esempio: chi ha detto che sono esclusivamente femminili? “Non sono necessariamente d’accordo con l’idea che gli uomini non possano usare alcune note. Trovo che una buona rosa di Taif sia un profumo da sera eccezionale per un uomo, molto affascinante”.

C’è un modo corretto di indossare il profumo?

Una volta si tamponava una goccia, oggi si vaporizza. Alcuni lo applicano prima di vestirsi, altri dopo, mentre l’usanza della ‘nuvola’ di profumo da attraversare arriva dal Medio Oriente. “Ogni cultura ha il suo modo – spiega Galletti – In generale, il profumo si applica sulle zone più calde del corpo: i polsi, il collo, il petto”. Ma non sui capelli: “È vero che lo trattengono a lungo perché sono una spugna, ma l’alcol rischia di rovinarli”.

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Ensang Noir, L'Entropiste

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Miutine Intense, Miu Miu

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Oud Velvet Mood, Maison Francis Kurkdjian Paris

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Priscilla, Audrer

5 / 11

Vendetta, Valentino

6 / 11

Very Cherry, Lancôme

7 / 11

Bugia Bianca, Satinine

8 / 11

Lady in Rouge, Obart

9 / 11

Mare Assoluto, Brioni

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Vulnus, Filippo Sorcinelli

11 / 11

Wild Fig, Claudia Scattolini

È vero che sfregare i polsi lo rovina?

È uno dei consigli social più virali: l’atto di sfregare i polsi “rompe” le molecole. O almeno così dicono. Galletti sfata questo mito e aggiunge: “Non è una cosa grave, l’unico problema è che più si sfrega sul corpo, più il profumo si volatilizza, evaporando più in fretta“.

Quanto profumo dovremmo spruzzare?

Risposta breve: dipende. Ci sono fragranze molto intense per cui bastano due spruzzi, altre con cui si può essere più generosi. “Il profumo si indossa per sentirlo e per farlo sentire: se si è scelto bene e in modo consono all’occasione, che si senta pure”.

Il profumo va cambiato in base alla stagione?

“I mediorientali sono i massimi esperti di questo cambio stagionale: d’inverno mettono profumi molto intensi, veri e propri, mentre d’estate prediligono la magnolia, la camelia o gli agrumi. Io personalmente uso la filosofia opposta: nelle giornate di pioggia sono attratto dai profumi floreali, perché ho bisogno di qualcosa che mi ricordi la primavera”. Possiamo chiamarlo dopamine scenting, l’equivalente olfattivo del dopamine dressing: sfruttare alcuni aromi per sentirci meglio e sollevare l’umore.

Si può regalare il profumo?

Solo in Italia esiste il tabù del non regalare profumi perché troppo personali, all’estero è assolutamente sdoganato. Per me è come regalare un bouquet di fiori, o un libro: lo scelgo in base a ciò che trovo bello, e spero che piaccia anche a te. È un dono che esprime ciò che l’altra persona rappresenta per me”. Il rischio che non piaccia e che non venga indossato, del resto, c’è con qualsiasi tipo di regalo: il valore risiede nella cura della scelta, nel pensiero.

Ci sono alcuni modi, tuttavia, per andare sul sicuro: alcune profumerie permettono di regalare dei discovery kit per scoprire più fragranze, o un voucher per un’esperienza personalizzata. Nel caso di Satinine il “buono” non arriva sotto forma di una gift card ma di una chiave personalizzata, un po’ come quella dei vecchi alberghi. Anche l’occhio, oltre al naso, vuole la sua parte.

Portare sempre lo stesso profumo è la scelta più elegante?

L’olfatto è il senso più associato alla memoria e ai ricordi. Per questo molte persone si affidano allo stesso profumo per molti anni: in questo modo, pensano, si creerà un’associazione quasi automatica. C’è però il rischio dell’assuefazione: “Per apprezzarli il più possibile, i profumi vanno cambiati – specifica – perché altrimenti il nostro naso, come sistema di sicurezza, va in ‘nose blindness’ e non senti più il profumo che hai, che è un peccato, perché questa cosa ha effetto sulla vita di tutti i giorni, non solo sul profumo che usiamo”.

Aereo, treno, palestra: ci sono luoghi in cui non andrebbe indossato?

La regola di base è che il profumo si indossa sulla pelle pulita, quindi mai a fine giornata. L’alcol è una molecola estremamente volatile, quindi porta con sé anche l’odore della nostra pelle. Non andrebbe mai messo neanche in spiaggia: alcune molecole reagiscono con il sole e sono fotosensibilizzanti”.

Ma quindi, alla fine, come si sceglie il profumo?

“Come si sceglie il proprio partner? È molto difficile, ed è una scelta legata all’emozione, al sentimento, alla memoria. Capita di provarne tanti prima di trovare quello giusto. Il mio profumo preferito magari non è il profumo più buono in assoluto, però per me ha dei ricordi così profondi”.

Magari all’inizio non ci colpisce, e poi invece ci stupisce. Magari è perfetto per un periodo, e poi si cambia. Le analogie romantiche tra profumo e partner sono infinite, ma Andrea Galletti lo riassume con una citazione da vero millennial: “Funziona come la bacchetta di Harry Potter: è lui a scegliere te“.

Le novità e le tendenze per l’autunno 2026

I nuovi lanci di profumi aiutano nella faticosa ricerca di “quello giusto” – il profumo, s’intende, non il partner. Le nuove fragranze puntano sull’intensità e su note gourmand golose, come la ciliegia, protagonista di Lancôme La vie est belle Very Cherry, o la mora di Miutine Intense di Miu Miu.

Ma anche note più autunnali come caramello, cuoio, muschi e legni caldi. Mare Assoluto di Brioni, per esempio, si ispira al Mediterraneo con un accordo legnoso e resinoso. Il nuovo duo Vendetta di Valentino, invece, è una composizione floreale gourmand legnosa che unisce tuberosa e legno di sandalo. In gallery tutte le novità più interessanti per la prossima stagione.

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“Il profumo si sceglie come il partner, con l’emozione”: il nuovo galateo delle fragranze, per comprarle, regalarle e indossarle senza fare errori — KioskNews