“Ricoverato al Gemelli lo stesso giorno di Papa Leone, c’era il caos. Sembrava di stare a un concerto e sul set di uno studio tv. Ma nella stessa barca siamo tutti uguali”: così Diego De Silva
Cosa succede in un ospedale il giorno in cui il Papa viene ricoverato e operato per un tumore ai polmoni? È lo scrittore Diego De Silva a raccontarcelo, attraverso un reportage pubblicato sulle pagine de la Repubblica. Un resoconto in prima persona che descrive il cortocircuito tra la quotidianità della malattia e l’eccezionalità mediatica, vissuto proprio nel giorno del ricovero del pontefice al Policlinico Gemelli di Roma. L’impatto con la struttura clinica, nel racconto di De Silva, assume da subito i contorni del paradosso: “È possibile che, un martedì qualsiasi, l’ingresso di un ospedale diventi il botteghino di un concerto dei Måneskin? Che una fiumana di persone in buona salute occupi gli scivoli pedonali complicando il passaggio dei pazienti e si accalchi nel piazzale centrale dopo una lunga attesa alle transenne in modalità Concerto del Primo Maggio?”.
L’autore descrive un presidio sanitario militarizzato e invaso dai media di tutto il mondo, paragonando l’atmosfera a quella del Festival del Cinema di Venezia, con giornalisti e cameramen pronti all’assalto. Il caos si riversa inevitabilmente sulla logistica ordinaria, facendo esplodere i parcheggi: “Nell’impazzimento della ricerca di un posto auto, aumenta esponenzialmente il numero dei sociopatici che si attaccano al clacson (‘Cosa suoni, imbecille, lo vedi che siamo in coda?’)”.
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