Gaza, tre anni dopo: quale futuro? La diretta con la giornalista Paola Caridi e Paolo Pezzati di Oxfam Italia
A un anno dal cessate il fuoco, entrato in vigore il 10 ottobre 2025, si può pensare a un futuro sostenibile e giusto per la popolazione palestinese di Gaza e della Cisgiordania? In questo anno la situazione umanitaria nella Striscia è rimasta catastrofica, oggi le famiglie della Striscia vivono ancora in campi fatiscenti, senza acqua potabile e servizi di base, tra macerie e montagne di rifiuti. Sono compressi in un’area sempre più stretta, dal momento che l’esercito israeliano occupa il 65% del territorio dell’enclave. La tregua è solo sulla carta ed è stata più volte violata e compromessa dagli attacchi israeliani: in tre anni sono stati uccisi oltre 74mila palestinesi. Mentre sono centinaia di migliaia i feriti e le persone rimaste mutilate. In Cisgiordania l’espansione degli insediamenti illegali è stata promossa e incentivata dai governi e si è assistito a un escalation di violenza da parte dei coloni senza precedenti.
In questo contesto, come si può pensare a un domani in cui siano siano garantiti i diritti umani, condizioni di vita dignitose e il rispetto del diritto internazionale?
Ne parliamo in diretta con Paola Caridi, giornalista e scrittrice esperta di mondo arabo, e Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia che nei mesi scorsi ha lanciato una campagna per riportare centro del dibattito l’importanza dell’autodeterminazione del popolo palestinese. A condurre la diretta, trasmessa sui canali social del Fatto Quotidiano, i giornalisti Giulia Zaccariello e Gianni Rosini.
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