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Friday, November 6, 2026

Al via l'udienza preliminare per il caso Ramy, i familiari: 'Noi parti civili'

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Ha preso il via, al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano, l'udienza preliminare sul caso di Ramy Elgaml, il 19enne morto il 24 novembre 2024 nello schianto dello scooter guidato dall'amico Fares Bouzidi, 23 anni, dopo un inseguimento da parte dei carabinieri per circa otto chilometri.

Sono imputati, tra gli altri, il carabiniere Antonio Lenoci, che era alla guida dell'ultima macchina inseguitrice, accusato di omicidio stradale con "eccesso colposo nell'adempimento del dovere", e Bouzidi sempre per concorso in omicidio stradale. Il corridoio dove si tiene l'udienza è stato chiuso vietando l'accesso ai giornalisti, anche perché il gup è la giudice Tiziana Landoni, che ha scarcerato Youssef Siher, il creatore del "Movimento 17 ottobre", destinataria di minacce sul web e finita sotto tutela con forme di vigilanza, ossia controlli rafforzati attorno all'abitazione e nei luoghi da lei frequentati. Soprattutto i vertici del tribunale e dell'ufficio gip vogliono evitare che qualcuno possa fare immagini della giudice a margine dell'udienza.

Video Il video dell'inseguimento e dell'impatto

Sono imputati, a seguito delle indagini dei pm Giancarla Serafini e Marco Cirigliano, anche altri sei carabinieri accusati, a vario titolo, di favoreggiamento, depistaggio e falso nel verbale d'arresto dell'amico di Ramy, accusa quest'ultima di cui risponde anche Lenoci. In aula sono presenti i familiari di Ramy, tra cui padre e madre, con la legale Barbara Indovina. Chiederanno di costituirsi parti civili contro tutti i carabinieri imputati, ma solo per gli altri reati contestati e non per l'omicidio stradale, perché la famiglia è stata già risarcita dall'assicurazione.

In aula sono presenti anche alcuni imputati e pure un sindacato dei militari ha chiesto di entrare come parte civile. I legali Debora Piazza e Marco Romagnoli, per conto di Bouzidi, chiederanno la costituzione di parte civile contro tutti i carabinieri e di citare come responsabile civile il Ministero della Difesa per gli eventuali danni. 
   

I familiari: 'Noi parti civili contro i sette carabinieri imputati'

Hanno chiesto di costituirsi come parti civili contro i sette carabinieri imputati, per il riconoscimento dei danni subiti, i genitori e il fratello di Ramy. E' emerso dall'udienza preliminare in corso a Milano. In particolare, i familiari di Ramy (presenti in aula), attraverso la legale Barbara Indovina, hanno chiesto di entrare come parti civili per i reati contestati dai pm di favoreggiamento, depistaggio e falso nel verbale d'arresto dell'amico di Ramy, accusa quest'ultima di cui risponde anche Lenoci.

In totale, dunque, contro i sette carabinieri imputati. Mentre non hanno chiesto di essere parti civili per l'accusa di concorso in omicidio stradale contestata a Lenoci e a Bouzidi, anche perché la famiglia è già stata risarcita dall'assicurazione. I legali di Bouzidi, gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli, hanno chiesto che il 23enne sia parte civile nei confronti di tutti i carabinieri imputati per i reati, a vario titolo, di lesioni stradali (contestate a Lenoci), di depistaggio, favoreggiamento e falso nel verbale d'arresto.

Ora i legali degli imputati si esprimeranno sulle istanze di costituzione di parte civile (i pm non si sono opposti) e pare che, comunque, sollevino questioni solo sulla richiesta di un sindacato dei militari. Poi, la gup dovrà decidere sulle parti civili.

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