Toscana, via libera alla proposta di legge che finanzia il social freezing: fino a 3mila euro per le donne che crioconservano gli ovociti
Tutelare i diritti, costituzionalmente garantiti, alla genitorialità e alla procreazione, combattere il calo demografico e favorire condizioni di equità nell’accesso delle donne alle procedure di social freezing. Con questi obiettivi è stata approvata in Toscana la proposta di legge che introduce un sostegno economico per le donne che scelgono di ricorrere alla tecnica di crioconservazione degli ovociti per fini sociali. Il via libera alla misura è arrivato mercoledì in commissione sanità del Consiglio regionale. L’atto, di iniziativa del gruppo consiliare del Partito democratico, a prima firma Andrea Vannucci, ha ricevuto il voto favorevole, oltre che dei dem, anche di Avs e Movimento 5 stelle. Si è astenuto Fratelli d’Italia.
La proposta di legge è composta da quattro articoli: prevede una misura di sostegno economico attuata tramite le Asl. Il contributo, fino a un massimo di 3mila euro una tantum, sarà destinato alle donne tra i 25 e i 39 anni residenti in Toscana da almeno un anno e con un Isee familiare non superiore a 30mila euro. La priorità nell’assegnazione sarà riconosciuta alle richiedenti con Isee più basso, mentre a parità di Isee prevarrà la maggiore età anagrafica. Le risorse, pari a 50mila euro per l’anno 2026 e 250mila per ciascuno degli anni 2027 e 2028, saranno gestite dalle Asl.
Nel corso della seduta, il portavoce dell’opposizione, Alessandro Tomasi (FdI), ha illustrato alcuni emendamenti al testo di legge che saranno presentati ed esaminati nel corso del prossimo Consiglio regionale, in cui l’atto sarà sottoposto al voto definitivo dell’Aula.
Il cosiddetto social freezing, o crioconservazione degli ovociti, consiste nel prelevare e congelare ovociti di donne in età fertile, per consentire loro di poterli utilizzare, arrivando alla maternità, in futuro. In Italia, la crioconservazione per ragioni mediche, per esempio prima di cure oncologiche che possono compromettere la fertilità, è garantita dal servizio pubblico. Non lo è invece in modo generalizzato il congelamento per ragioni sociali.
La Toscana è stata tra le prime regioni italiane a introdurre, già nel 2019, misure per la preservazione della fertilità non soltanto per motivi medici, ma anche sociali. L’intervento si inserisce in un contesto in cui l’età media delle donne alla nascita del primo figlio è salita a 31,9 anni e il numero medio di figli per donna, secondo i dati nazionali Istat del 2024, è sceso al minimo storico di 1,18.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.