The Jerusalem PostIRGC labels Trump 'big liar,' says US must admit failure in campaign against IranPunchZuckerberg, Pichai, others to meet Trump as AI safety pressure buildsRTP DesportoJaime Faria falha acesso ao quadro principal do torneio de TóquioBollywood HungamaEXCLUSIVE: Karan Tacker to return as Gaurav Tiwari? Bhay Season 2 likely to go on floors in January 2027InquirerLPA outside PAR may develop into tropical depression within 24 hoursDaily MaverickPATHWAYS TO PEACE: Ukraine hoping SA will announce progress on returning abducted childrenSouth China Morning PostChina mourns death of music legend Liu Huan, voice of 2008 Beijing Olympic theme songRTL BoulevardOpnieuw Nederlandse laadpalenmaker onderuit: BlueMarble faillietColliderLegolas Has Been Officially Confirmed for the Next 'The Lord of the Rings' ReleaseSCMP ChinaCan China’s new satellite coordination standards boost PLA targeting and resilience?La PresseLa revue de presse de Paul Arcand | Le vote stratégique, la vente d’alcool dans les arénas et les meilleurs prix dans les circulaires, vraiment ?VnExpress InternationalVietnamese student clinches top 3 spot in world's largest Chinese-language competition
The Daily Newsstand · Free, Always
Tuesday, September 29, 2026

Corruzione sui lavori dell’Alta Velocità Napoli-Bari, 10 agli arresti domiciliari: “Mazzette e Cartier in cambio di lavori”

Translate

Corruzione sui lavori dell’Alta Velocità Napoli-Bari, 10 agli arresti domiciliari: “Mazzette e Cartier in cambio di lavori”

Icona dei commenti Commenti

Dietro i lavori dell’Alta velocità Napoli-Bari si sarebbe consumata una diffusa corruzione, fatta di regalie di lusso, come l’utilizzo di una Porsche, il dono di un I-Phone, orologi Cartier e Longines, vacanze e minicrociere e mazzette nascoste nei regali natalizi, ma anche di somme modeste. Venti le misure cautelari – dieci persone sono finite agli arresti domiciliari – eseguite dal Nucleo Pef della Finanza di Napoli, agli ordini del colonnello Paolo Consiglio. Gli indagati rispondono a vario titolo, dei reati di corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, emissione di fatture per operazioni inesistenti e favoreggiamento personale.

Le indagini sono state condotte dalla Procura di Napoli – procuratore Nicola Gratteri, pm Sergio Ferrigno ed Henry John Woodcock – e contano 49 gli indagati. Gli inquirenti contestano ad alcuni indagati l’aggravante mafiosa per aver favorito il clan Belforte, una circostanza esclusa però dal giudice per le indagini preliminari Federica Girardi che ha vagliato le richieste dei pubblici ministeri. Due settimane fa gli interrogatori preventivi sulle richieste cautelari, all’esito dei quali la giudice ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di 10 indagati – Dante Salzillo, Raffaele Salzillo, Alessio De Luca, Alessandro Stabile, Gianfranco Fontana, Angelo Salzillo, Alberto Sannino, Domenico Di Lillo, Salah Ali Abdelati e Aristodemo Busillo – e l’obbligo di dimora nel comune di residenza, congiuntamente all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre volte alla settimana, nei confronti di 5 indagati (Maurizio Di Prima, Salvatore Francesco Caruso, Antonio Donadio, Giandomenico Colella e Maurizio Ferroni). Le stesse misure con l’aggiunta della sospensione dall’esercizio del pubblico servizio per un anno sono state disposte nei confronti di 2 indagati – Vincenzo Moriello e Costantino Guidubaldi – e la sospensione dall’esercizio del pubblico servizio per un anno nei confronti di 3 indagati (Piero Centonze, Alessandro Cupellini e Francesco Cosentino). Tra gli indagati figura anche Antonio Amato, vicepresidente dell’Unione Industriali Napoli, per il quale il gip ha escluso in radice la sussistenza di esigenze cautelari mentre i pm avevano chiesto il divieto di dimora.

Il giudice ha anche ordinato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, del profitto dei reati di corruzione. E da qui si capisce che alcuni indagati si sarebbero corrotti per poco: 173,99 euro nei confronti di Maurizio Di Prima, 2.008 euro complessivi nei confronti di Piero Centonze, 4.474,50 euro nei confronti di Marco Miraglia, 18.300 euro nei confronti di Vincenzo Moriello, 1.200 euro nei confronti di Vincenzo Metelli, 4.800 euro complessivi nei confronti di Gianfranco Fontana, 8.722 euro complessivi nei confronti di Alessio De Luca, 10.000 euro nei confronti di Maurizio Ferroni, 4.000 euro nei confronti di Costantino Guidubaldi, 1.500 euro nei confronti di Alessandro Stabile, 2.000 euro nei confronti di Francesco Cosentino e 7.900 euro nei confronti di Maurizio Ferroni per l’orologio Cartier ricevuto nel dicembre 2025.

L’appaltone oggetto dell’inchiesta riguarda i lavori connessi alla realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari. Valore di circa 5,8 miliardi di euro, finanziata anche con risorse del Pnrr. Le condotte oggetto dell’indagine non sono attribuite alla stazione appaltante, ma riguardano soggetti operanti negli altri livelli della filiera. Le indagini hanno riguardato le tratte che attraversano le province di Napoli, Avellino e Benevento e le diverse fasi di gestione delle commesse: dall’affidamento dei lavori alla loro esecuzione e contabilizzazione, fino ai controlli e ai pagamenti alle imprese. Specifici approfondimenti hanno riguardato anche la gestione dei materiali di scavo e dei rifiuti di cantiere, la fornitura di calcestruzzo e il noleggio di mezzi e attrezzature.

L’indagine ha puntato in particolare sui i cantieri delle tratte Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e Frasso Telesino-Telese-San Lorenzo-Vitulano, la cui esecuzione è affidata a grandi raggruppamenti di imprese e consorzi, tra cui NACAV, HIRPINIA AV e TELESE, che si avvalgono, a loro volta, di imprese specializzate mediante subappalti, affidamenti, forniture e servizi. Ed è qui che sono entrate in gioco le società Areco S.r.l., con sede in Portico di Caserta, impegnata in lavorazioni e servizi di cantiere, e Gentile Ambiente E S.p.A., con sede in Casoria, attiva principalmente nel settore ambientale e nella gestione dei materiali provenienti dai lavori.

In questa filiera, pubblici ministeri e Finanza hanno ricostruito un presunto sistema stabile di rapporti corruttivi tra imprenditori e soggetti investiti di funzioni pubblicistiche. Persone in grado, per le responsabilità tecniche, amministrative e di cantiere esercitate, di incidere sulla gestione delle commesse e favorire determinate imprese. In particolare, la società Areco ha beneficiato di nuovi affidamenti, informazioni sulle offerte concorrenti e corsie preferenziali nei pagamenti. Sono emerse anche condotte che, secondo il gip, hanno consentito alla citata società di “contabilizzare lavori mai effettuati e ottenere pagamenti maggiorati rispetto al dovuto”.

La realizzazione dell’opera è articolata in diversi lotti e tratte, con Rete Ferroviaria Italiana quale stazione appaltante e Italferr impegnata nelle funzioni tecniche di progettazione, direzione, supervisione e controllo. Le accuse di caporalato riguardano la manodopera utilizzata: operai extracomunitari di origine egiziana, obbligati a lavorare in turni di venti ore: ben 34 operai egiziani sono stati individuati nel cantiere di Grottaminarda.

View the original on Il Fatto Quotidiano →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.