ESPNWhat the heck just happened and what does it mean? Connelly on an epic Week 7The Jerusalem PostUS Supreme Court snubs bid to revive plea deal for accused 9/11 mastermindDaily MaverickLOCAL ELECTIONS 2026: ‘Who do I vote for?’ Reader questions answered on coalitions, councils and votingBollywood HungamaAamir Khan met Raj Thackeray for THIS reason; childhood friendship and family milestone behind the visitInquirer EntertainmentWin Gatchalian silent on details of breakup with Bianca ManaloInquirerLTFRB clears 1,131 buses for Undas travel surgeESPN Deportes¿Qué necesita Kimi Antonelli para ser campeón de F1 en el GP de Austin?BillboardFrom Here: Twenty One Pilots Go Big and Come Home With Biggest, Boldest, Longest Show Ever at Hometown Stadium: 12 Best MomentsZDF heuteEntdecken Sie das ZDF-NachrichtenstudioSRF NewsWohnbauprojekt in Zürich – Massive Verzögerung bei Vermietung auf dem Koch-ArealConsequenceApu Speaks for the First Time in Nearly a Decade on The SimpsonsBBC NewsKenya cult leader who told parents to starve children guilty of 191 murders
The Daily Newsstand · Free, Always
Monday, October 19, 2026

Rigopiano, ricorso in Cassazione della procura generale di Perugia. L’avvocato di parte civile: “Impedire che cali il sipario sulle responsabilità”

Translate

Rigopiano, ricorso in Cassazione della procura generale di Perugia. L’avvocato delle vittime: “Impedire che cali il sipario sulle responsabilità”

Icona dei commenti Commenti

Il caso dell’hotel Rigopiano tornerà davanti alla Cassazione. Il procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani, ha impugnato la sentenza della Corte d’appello nel processo bis di secondo grado sulla tragedia del 18 gennaio 2017, quando una valanga travolse e distrusse l’hotel di Farindola, nel Pescarese, causando la morte di 29 persone. Il ricorso, articolato in 21 pagine, si concentra su tre questioni: l’assoluzione dell’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, quella del tecnico comunale Enrico Colangeli e il calcolo dei termini di prescrizione.

Sul primo punto, il Pg contesta l’esclusione della responsabilità di Lacchetta. Secondo la ricostruzione contenuta nell’impugnazione, anche in assenza della Carta di localizzazione del pericolo valanghe, il sindaco avrebbe avuto autonomi obblighi di prevenzione e intervento in quanto garante della pubblica incolumità. Una posizione analoga viene sostenuta per Colangeli, all’epoca funzionario dell’ufficio tecnico comunale. Per Sottani, gli obblighi del tecnico derivavano dal Testo unico degli enti locali e dalla normativa regionale. Nel suo ruolo rientrava inoltre la partecipazione alla commissione comunale per la prevenzione del rischio valanghe.

Il terzo fronte riguarda tutti gli imputati e l’applicazione della prescrizione. Il procuratore generale propone un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’articolo 157 del codice penale, affinché il raddoppio dei termini venga esteso anche all’omicidio colposo plurimo e non resti limitato, come attualmente previsto, al solo disastro colposo.

La sentenza impugnata aveva chiuso l’appello bis con tre condanne, cinque assoluzioni e due prescrizioni, dopo quasi otto ore di camera di consiglio. La Corte aveva condannato a due anni per disastro colposo gli ex dirigenti regionali Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci. Erano stati assolti, perché il fatto non costituisce reato, Lacchetta (che aveva rinunciato alla prescrizione), Colangeli e i dirigenti regionali Carlo Giovani, Emidio Primavera e Sabatino Belmaggio. Per gli ex dirigenti provinciali Mauro Di Blasio e Paolo D’Incecco era stato dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione.

Contro la sentenza si è mosso anche l’avvocato Wania Della Vigna, che assiste alcune parti civili e ha depositato un ricorso ai soli effetti civili per tutelare Giorgia Galassi, sopravvissuta alla valanga dopo essere rimasta per molte ore sotto la neve. La legale ha accolto con favore l’iniziativa della Procura generale, sostenendo che impedisce di far calare il sipario sulle responsabilità della tragedia. “Tocca ora agli Ermellini, attraverso il vaglio del giudizio di legittimità, rimettere in gioco la questione e tracciare con fermezza gli aspetti salienti del diritto”, ha dichiarato Della Vigna. “Le vittime, i familiari e i sopravvissuti di Rigopiano hanno il sacrosanto diritto di avere un’ultima, definitiva parola di giustizia da parte della Suprema Corte”. La tragedia avvenne il 18 gennaio 2017: la valanga investì l’albergo di Farindola, uccidendo 29 persone, tra ospiti e dipendenti, mentre undici persone riuscirono a sopravvivere. Ora spetterà alla Cassazione esaminare le questioni sollevate dai ricorsi.

View the original on Il Fatto Quotidiano →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.