Champions: crisi Manchester United, Carrick ora rischia
Il tonfo di Como è soltanto
l'ultima, fragorosa conferma di una crisi che accompagna il
Manchester United dall'inizio della stagione, aggravando la
posizione di Michael Carrick, sempre più in bilico dopo un avvio
disastroso: appena due vittorie in undici partite, il 13/o posto
in Premier League e l'eliminazione dalla Coppa di Lega per mano
del Brighton. La stampa britannica è pressoché unanime: Carrick
è un "dead man walking", un allenatore destinato a lasciare la
panchina di Old Trafford. Il suo futuro potrebbe essere discusso
dai vertici del club prima della sfida di domenica contro il
Bournemouth, con il direttore sportivo Jason Wilcox, l'ad Omar
Berrada e il co-proprietario Jim Ratcliffe chiamati a valutare
la situazione.
A rendere ancora più pesante la serata italiana (4-1 dei
lariani con show di Nico Paz autore di una doppietta) sono state
le critiche del capitano Bruno Fernandes, che ha attaccato
apertamente la scelta di non pressare alto il Como di Cesc
Fabregas. "A volte bisogna essere più coraggiosi sotto
pressione", ha detto il portoghese, precisando che la
responsabilità delle decisioni tattiche spetta all'allenatore e
al suo staff.
Carrick gli ha replicato che "se non corri, in avanti e
all'indietro, non vinci". Al termine della partita, il tecnico
si è presentato davanti ai tifosi inglesi rimasti sugli spalti
per chiedere scusa, circa 700 sostenitori avevano seguito la
squadra in Italia.
Un gesto che evoca un precedente inquietante: nel novembre
2021, dopo un'altra sconfitta per 4-1, contro il Watford,
l'allora manager dei Red Devils Ole Gunnar Solskjaer si era
rivolto ai tifosi ospiti prima di essere esonerato. Carrick,
allora collaboratore del norvegese, ne raccolse temporaneamente
l'eredità. Una coincidenza che suona come un cattivo presagio.
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