Blitz anti droga a Caivano, 34 arresti. Gratteri: “Coi 3 milioni sequestrati ci siamo pagati un anno di intercettazioni”
Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri snocciola in conferenza stampa i dati economici dell’operazione contro i 34 “presunti innocenti” del clan camorristico Angelino di Caivano: “Abbiamo sequestrato 3,2 milioni di euro e 11 orologi di lusso, andranno nel fondo unico di giustizia, e così ci siamo pagati un anno di intercettazioni“.
Peraltro c’è qualcosa che non quadra se la narrazione del governo Meloni parla di ‘modello Caivano’ e di città ‘bonificata’, e la Dda di Napoli seguita a compiere retate a Caivano. L’ultima di poche ore fa ha, per l’appunto, colpito al cuore del clan Angelino, inchiesta dei carabinieri, 34 arresti – 23 in carcere, 11 domiciliari – eseguiti dai militari del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e delle sezioni operative delle Compagnie di Caivano e Casoria, accusate di associazione armata di tipo camorristico, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo mafioso.
Il clan Angelino, con base nell’area Bronx dopo lo ‘sfratto’ dal Parco Verde (come ha sottolineato il generale Biagio Storniolo, comandante provinciale dell’Arma), e il conseguente spostamento di alcune piazze di spaccio nella vicina Casoria, è quello nel quale sguazzavano fino a qualche anno fa i politici e i tecnici arrestati per associazione camorristica finalizzata alle estorsioni su alcuni appalti pubblici. Di qui lo scioglimento dell’ente per camorra nell’ottobre 2023 – ora Caivano ha un nuovo sindaco e una nuova amministrazione: FdI non riuscì a presentare una lista. Evidentemente la cosca era ancora in piedi.
I soldi sequestrati al clan sono stati portati via dentro a secchi di plastica. Le banconote, del taglio da 50 euro, erano tutte incellophanate in ordine. Gratteri è preoccupato per la circostanza “che anche su quel territorio i commercianti venivano sottoposti alle estorsioni sistematiche tre volte l’anno”, Natale, Pasqua e Ferragosto”. In un clima di omertà, dove gli imprenditori pagavano senza fare storie. “Solo uno ha denunciato, ma bisogna denunciare, bisogna superare questo clima”, sottolinea il generale Storniolo, che lancia un appello: “Denunciare, l’omertà ancora regna, bisogna superarla”.
“Il modello Meloni è solo propaganda”, afferma in una nota il deputato Avs Francesco Borrelli “per mesi abbiamo assistito alle passerelle della premier e dei suoi ministri, alla rivendicazione di una “bonifica” che nei fatti, a nostro avviso, è stata raccontata come una vittoria definitiva sulla criminalità organizzata. La realtà emersa dall’inchiesta è diversa”, secondo il parlamentare che ricorda un’altra operazione fatta a marzo: un sequestro di beni per circa 20 milioni di euro, nell’ambito di un procedimento di prevenzione che riguardava imprenditori ritenuti collegati al sodalizio operante a Caivano, eseguito dalla Dia guidata da Antonio Galante.
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