Corteo contro il progetto di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio a Castel Volturno

Ci sono i braccianti, gli studenti, i vescovi campani, gli scout, i sindacati, le associazioni, il presidente della regione, 10.000 persone per la questura e il doppio per gli organizzatori. A Castelvolturno, perché qui sorgerà il primo dei nuovi centri di permanenza per il rimpatrio in una riserva naturale. “Noi chiediamo com'è possibile che 43 milioni di euro, quindi parliamo di soldi pubblici, di soldi delle tasse delle persone, non vengano utilizzati per migliorare le condizioni di questo territorio.”
43 milioni il valore dell'appalto, probabilmente ne basteranno 31: il ribasso con cui avrebbe vinto, trapela oggi, una cordata campana. Tanti soldi, ripetono qui, che andrebbero spesi per la sanità, per la scuola. “Vogliamo evitare che vengano spesi altri soldi, per una situazione che è a dir poco inumana”. I CPR, luoghi più inaccessibili delle carceri, dove finisce anche chi semplicemente ha perso il lavoro e non ha più documenti in regola. “Il governo si fermi, quella dei CPR una falsa sicurezza” è il monito dell'Arcivescovo di Napoli: ”È più facile indicare uno straniero da combattere che affrontare le disuguaglianze. È più facile costruire un recinto che aprire una scuola." Sceglie di andare controcorrente e proporre un'altra idea di sicurezza. “ Il problema non sono gli immigrati, è la camorra, sono le mafie che continuano a divorare i territori, a rubare speranze.”
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.