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Monday, October 12, 2026

Indice della criminalità, denunce in calo dell’1,8%: Milano resta prima per incidenza

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12 ottobre 2026

di Michela Finizio (in collaborazione con Martina Carioni, Margherita Ceci, Francesca Riccardi e Pietro Spotorno)
Sono 42.242 i delitti in meno e bastano a cambiare il segno ma non a raccontare tutta la storia. I reati denunciati in Italia scendono a 2,36 milioni nel 2025, l’1,8% in meno rispetto al 2024: la prima flessione dopo quattro anni di crescita. Si interrompe così la risalita dopo il brusco calo della pandemia: a trainarla sono i furti (-62mila in un anno), mentre altri reati continuano a crescere. Tra queste le truffe e frodi informatiche, i danneggiamenti, le percosse e le estorsioni.

Il 47,4% degli illeciti si concentra nei territori metropolitani, dove ai residenti si aggiungono pendolari, studenti e turisti: Milano, Firenze, Roma, Bologna e Torino occupano i primi cinque posti della nuova edizione dell’Indice della Criminalità del Sole 24 Ore che misura le denunce ogni 100mila abitanti.

Come cambia il crimine

Delitti commessi e denunciati all'autorità giudiziaria per tipologia negli ultimi sette anni

Il trend dei reati

Le statistiche consolidate della banca dati interforze del dipartimento di Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno, fornite al Sole 24 Ore per la tappa della Qualità della vita dedicata alla sicurezza, mostrano un quadro nazionale in miglioramento. «È un calo fisiologico, un rientro verso la media dopo il rimbazo post Covid che ci ha riportato ai livelli pre-pandemia. Ma ancora non parlerei di decrescita, piuttosto di stabilizzazione», commenta Marco Dugato dell’osservatorio Transcrime dell’Università Cattolica di Milano.

Il totale dei delitti segnalati all’autorità giudiziaria nel 2025 resta comunque superiore al 2019 (+2,4%), ma inferiore a quello del 2018; il dato si inserisce così nella discesa dei reati in corso dal 2013 al 2019, con denunce inferiori del 18,5% rispetto a inizio periodo. E il calo prosegue nei dati provvisori del primo semestre 2026, anch’essi in anteprima al Sole 24 Ore: −9,9% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Le persone denunciate

Numero di segnalazioni relative a persone denunciate e arrestate o fermate dalle forze di polizia nel 2025 con incidenza (%) di minori e di stranieri

Il crimine cambia faccia

L’analisi per tipologia di reato mostra come cambia il crimine in Italia. I furti scendono a 992.660 e tornano sotto il milione per la prima volta dal 2022 (−5,9% in un anno). Rappresentano il 42,1% del totale dei delitti denunciati, mentre nel 2019 erano il 46,6% degli illeciti. In particolare, diminuiscono i furti su auto in sosta (-16%), in abitazione (-8,7%) e quelli con destrezza (-6%), mentre aumentano lievemente i furti di motocicli (+0,2%). «Più crescono i furti legati a situazioni di indigenza - dice Dugato - meno vengono denunciati perché si fatica di più a denunciare i piccoli crimini predatori “di necessità”, dove pesano le difficoltà economiche». In calo del 3% su base annua i furti con strappo, che restano il 4,8% in più rispetto al pre-Covid.

La battuta d’arresto della criminalità predatoria si riflette anche sulle rapine (-3,6%, con quelle in pubblica via a -7,7%), ancora il 14% in più rispetto al 2019. «Negli ultimi anni - ricorda il ricercatore di Transcrime - sono cresciute molto, ma spesso la percezione dei cittadini non tiene conto del trend storico: nel 2013 erano state quasi 44mila, contro i 28mila episodi di oggi. Insomma, abbiamo avuto anni peggiori».

Altri reati, invece, continuano ad aumentare. Le truffe e frodi informatiche toccano quota 298.651 in aumento del 4,4% nel 2025, pari a 12.565 casi aggiuntivi (+40,8% sul 2019). Crescono i danneggiamenti: 288.938 in 12 mesi (+3,9% sul 2024, con 10.954 casi in più), il valore più alto dal 2018. Toccano il picco degli ultimi otto anni anche percosse (+3,4% in un anno) ed estorsioni (+1,4%). «Questi reati - afferma Dugato - riflettono crescenti situazioni di disagio sociale». Mentre si interrompe il trend delle violenze sessuali (-2,8%), che dopo anni di “emersione” oggi si stabilizzano intorno a 6.500 all’anno, «a dimostrazione - dice l’esperto - che non è aumentato il fenomeno in sé ma il suo tasso di denuncia».

In controtendenza anche gli incendi (+18,7%). I casi di contrabbando passano da 204 a 509: una variazione vistosa su numeri contenuti, che può riflettere una maggiore intensità dei controlli. Gli omicidi volontari scendono da 326 a 289 (-11,3%), minimo record nella serie storica dal 1950, tralasciando l’anomalia del 2020 (287 durante il Covid); i tentati omicidi da 1.143 a 993 (-13,1%).

Il trend degli omicidi

Numero di omicidi volontari

La classifica provinciale

A far discutere, infine, è l’analisi geografica: l’Indice provinciale dei delitti segnalati all’autorità giudiziaria ogni 100mila abitanti evidenzia la concentrazione del crimine nelle grandi aree urbane del Centro Nord. Milano (+0,6% nel 2025) resta prima per incidenza e supera i 7mila delitti ogni 100mila residenti. «In questi territori - aggiunge il ricercatore della Cattolica - ad alimentare i numeri è la quantità di persone che arrivano da fuori per motivi di lavoro, studio, ma anche per motivi turistici come a Rimini o Venezia. Nelle grandi città è più accentuata anche la vita notturna, che concentra le maggiori criticità».

Il calo nazionale, inoltre, non si distribuisce in modo uniforme: le denunce diminuiscono ad esempio a Firenze (-2,9%), Roma (-5,3%), Bologna (-0,3%), mentre salgono nelle province lombarde (Lodi +12,1%, Varese +6,2%, Sondrio +5,6%, Mantova +4,7%, Pavia +3,4% e Bergamo +3,1%). La flessione dei reati poi attraversa gran parte del Mezzogiorno. Ad esempio il segno meno si trova in otto province siciliane su nove, con le flessioni più marcate a Ragusa (-11,3%), Catania (-10,5%) e Palermo (-9,2%) e l’isola ovunque registra volumi sotto i livelli del 2019. Illeciti in discesa anche nelle province campane, da Caserta (-4,8%) a Napoli (-1,6%), in cinque delle sei province pugliesi e in quattro delle cinque calabresi. Fanno eccezione Brindisi (+0,4%) e Cosenza (+2,3%).

In fondo alla classifica Oristano, anche quest’anno con l’incidenza più bassa (1.707 denunce ogni 100mila abitanti), seguita da Potenza (1.968), Enna (2.165) e Benevento (2.177). Il tasso di Milano è circa 4,1 volte quello della provincia sarda, in cui si registra però un aumento del 6,1 per cento sul 2024.

La sicurezza nelle città metropolitane

L’incidenza dei delitti nelle 14 aree metropolitane sul totale nazionale. Dati in milioni, incidenza %

Il focus sulle città metropolitane

Tornando alla classifica, sette delle 14 città metropolitane entrano nella top ten dei territori con più delitti denunciati all’autorità giudiziaria ogni 100mila abitanti, secondo l’Indice della Criminalità del Sole 24 Ore. Al netto dei turisti, ogni giorno la popolazione delle 14 città metropolitane passa da 21,3 milioni di residenti a 23,2 milioni di persone: quasi 2 milioni in più, per l’afflusso dei city users che per motivi di lavoro e di studio attraversano il territorio. Flussi – mappati dalle statistiche sperimentali sulla popolazione “insistente” elaborate da Istat su dati 2023 – che tra entrate e uscite portano il 39% della popolazione ad attraversare quotidianamente queste aree urbane, dove vengono denunciati il 47,4% dei crimini. Un’incidenza abbastanza stabile negli ultimi anni.

Milano resta pressoché ferma, con circa 7mila reati per 100mila abitanti e un aumento dello 0,6% nel 2025 (diventa del 4% sul 2019). Il capoluogo lombardo primeggia per rapine e furti, ed è seconda per danneggiamenti, più diffusi nei centri metropolitani.

Segue Firenze con 6.374 denunce ogni 100mila abitanti, in calo del 2,9% su base annua. «Anche i dati relativi al primo semestre 2026, ancora parziali, indicano un calo – nota la sindaca Sara Funaro –. Sono segnali positivi che vanno riconosciuti, ma che non ci fanno abbassare la guardia. Firenze ogni giorno accoglie lavoratori, studenti e turisti, e gli organici delle forze dell’ordine devono tenere conto anche delle presenze effettive. Occorre dar loro strumenti, risorse e competenze adeguate attraverso una riforma. Da oltre due anni chiediamo al Governo un rafforzamento degli organici».

Le grandi citta

Il trend nelle cinque città metropolitane con più segnalazioni. Numero dei delitti denunciati dalle forze di polizia all'autorità giudiziaria

Tra Roma (-5,3%) e Bologna (-0,3%), subito dopo, il divario nel tasso è molto contenuto: circa 36 delitti ogni 100mila abitanti. Per l’amministrazione della Capitale, il calo vale molto di più: «Le statistiche non tengono conto del Giubileo – sottolinea Francesco Greco, ex procuratore di Milano oggi con delega alla sicurezza al Comune di Roma – che in città ha portato 100mila persone in più al giorno. La diminuzione dei reati, ad esempio dei borseggi, significa che il presidio della polizia ha funzionato».

Ma da soli i controlli non bastano. «È importante aumentare la percezione di sicurezza nei cittadini – aggiunge Greco – . Per questo stiamo implementando la videosorveglianza e abbiamo avviato un piano di sicurezza notturna. Ma le risorse del Comune sono limitate, e ci siamo dovuti accontentare di attivare il piano solo tre giorni a settimana, anziché sette».

A Torino, dove il 2025 segna un -4,3%, con 6.058 denunce per 100mila abitanti, il Comune sta lavorando sul decoro pubblico. «Chiediamo al Governo di far seguire agli annunci sulla sicurezza risorse concrete. Servono più agenti e mezzi adeguati», lamenta il sindaco Stefano Lo Russo. «La sicurezza si costruisce su quattro pilastri: politiche comunali di cura e coesione sociale, presidio delle forze dell’ordine, sanità territoriale e un sistema penitenziario capace di garantire sicurezza e reinserimento. Noi abbiamo investito nella rigenerazione urbana tutte le risorse Pnrr disponibili per “costruire” sicurezza attraverso la cura della città».

La mappa delle persone denunciate

Numero di segnalazioni relative a persone denunciate e arrestate o fermate dalle forze di polizia nel 2025. Per provincia con incidenza (%) di minori e di stranieri

Chi sale e chi scende

I territori utilizzano anche la possibilità, introdotta di recente, di destinare parte del gettito dell’imposta di soggiorno per «coprire gli alloggi dei poliziotti che arrivano per rafforzare il presidio durante la stagione estiva, o per pagare più vigilantes privati». È quanto racconta Jamil Sadegholvaad, sindaco di Rimini. Negli ultimi anni tra le prime cinque in classifica, segna uno dei cali di denunce più marcati (-10,7%), seconda solo a Ragusa (-11,3%). «Alcune tipologie di microcriminalità come scippo e furto con destrezza, soprattutto sugli autobus, sono legate al flusso turistico, tanto balneare quanto fieristico», ribadisce il primo cittadino.

Sul versante opposto, Aosta, registra l’aumento più marcato dei reati denunciati (+15,1% su base annua). Pesano le denunce per violenze sessuali, estorsioni, percosse e riciclaggio. «Episodi che erano tenuti nascosti ora emergono e questo è un bene», nota il sindaco Raffaele Rocco, sottolineando una maggiore propensione alla denuncia. «Aosta è una città piccola e ha un basso indice di criminalità (3.306 reati ogni 100mila abitanti, ndr), ma i singoli eventi vengono vissuti con grande apprensione. Per far fronte a questa insicurezza percepita abbiamo intensificato controlli e videosorveglianza». Secondo l’amministrazione, però, pesa la disgregazione del tessuto sociale. «La Valle d’Aosta – afferma Rocco – ha un primato di suicidi molto elevato e c’è un leggero aumento dello spaccio. La società è più vulnerabile, c’è chi ha perso il lavoro, o è ai margini della società. La tenuta sociale si sta sfaldando e bisogna lavorare con scuole, associazioni e assistenza sociale, per intercettare il disagio il prima possibile».

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