Colombia, a cena con Rubio il presidente suggella la strategia contro la guerriglia (e la sua messinscena)
Barranquilla blindata per l’incontro nella residenza estiva del nuovo presidente colombiano Abelardo de la Espriella, che ha invitato a cena il Segretario di Stato Usa Marco Rubio. Un evento privato, trasformato in un vertice informale tra Colombia e Stati Uniti per ribadire la guerra senza quartiere contro i gruppi paramilitari, promessa da de la Espriella durante la sua campagna elettorale.
Il vertice ufficiale era già avvenuto l’8 e il 9 settembre nella caserma del Batallón Paraíso, dove erano stati firmati gli accordi di Barranquilla, un memorandum incentrato oltre che sulla lotta al narcotraffico e all’eradicazione e fumigazione dei campi di coca, anche sull’aumento dei controlli ai confini del Venezuela, per contrastare il flusso continuo degli immigrati in Colombia, e il rafforzamento degli investimenti statunitensi e israeliani, soprattutto quest’ultimi che erano stati inibiti dalla chiusura dei rapporti diplomatici tra i due paesi, voluta da Gustavo Petro come protesta nei confronti del genocidio sionista a Gaza.
In quest’ambito, la riapertura dell’ambasciata colombiana a Gerusalemme è il primo passo simbolico.
Last but not least, la parte che riguarda il business: a fronte di un assegno di 26,5 milioni di dollari consegnato da Rubio come supporto alla ricostruzione dopo il terremoto che ha devastato la nazione sudamericana, gli Stati Uniti ottengono concessioni per lo sfruttamento di materiali critici come litio, rame e tungsteno e soprattutto per le ambite terre rare, di cui il sottosuolo colombiano è ricco. Fracking e trivellazioni in cerca di petrolio erano già in agenda da tempo nel programma di de la Espriella.
Niente male i vantaggi che gli Usa conseguiranno in cambio di questo assegno di “beneficenza”. A suggello di tutto ciò, l’apertura di un consolato statunitense nuovo di zecca proprio a Barranquilla.

Abelardo, la scopa nuova
Il 21 settembre, durante un’irruzione dell’esercito nella Sierra Nevada, alias “Cholo”, il secondo comandante di Acsn (Autodefensas Conquistadoras de la Sierra Nevada) il gruppo paramilitare che opera nella costa, viene ucciso nello scontro a fuoco. Due settimane prima, un commando della Dijin (Dirección de Investigación Criminal e Interpol) aveva freddato nella sua abitazione un giovane boss dello stesso gruppo, Bendito Menor, con la sua ragazza e due guardie del corpo. La Muñeca, fratello del boss supremo Castillo Carrillo detto “Pinocho”, era già stato arrestato ed estradato negli Usa.
Un’organizzazione decapitata, i cui nomi sono nella lista di proscrizione stilata dal presidente. Manca tuttavia il pezzo forte della collezione: Pinocho, mandante di numerosi omicidi, che hanno colpito anche attivisti ambientali.
Secondo fonti interne nella Dijin e le confidenze di una vicina delle vittime, i quattro sarebbero stati uccisi dalle stesse Acsn per ordine di Pinocho, poiché il giovane criminale avrebbe messo a repentaglio con il suo comportamento spericolato la sicurezza del gruppo. E fu proprio il capo a condannare la condotta del defunto, attraverso un’intervista rilasciata a Semana TV in una località segreta nella Sierra Nevada.

I 4 cadaveri che la polizia colombiana ha sbandierato come frutto di un suo intervento sarebbero stati un “regalo” di Pinocho per ingraziarsi il nuovo presidente attraverso la mediazione di Daniel Peñarredonda, che tra l’altro aveva il compíto di reperire terreni per il criminale. Il mediatore a suo tempo fu socio di de la Espriella, quando il presidente iniziò la carriera di avvocato.
Insieme promossero un referendum per evitare l’estradizione negli Stati Uniti dei due boss Salvatore Mancuso ed Ernesto Baéz, vertici dei disciolti AUC (Autodefensas Unidas de Colombia) l’organizzazione criminale dalle cui ceneri sono nate le Acsn e il Clan del Golfo, la banda che domina in Colombia.
De la Espriella ha sempre negato questo patto, dichiarando di non aver più nulla a che fare con il suo ex partner, ma i sospetti permangono, alla luce del fatto che sono stati fatti fuori in un modo o nell’altro quasi tutti i vertici del gruppo, tranne Pinocho finora, che si permette il lusso di rilasciare interviste come se niente fosse. Il boss ha invocato, attraverso la giornalista, la ley de sometimiento a la justicia, un espediente giuridico che assicura un trattamento di favore in caso di resa da parte di criminali implicati nel narcotraffico senza legami politici e non impegnati in conflitti armati contro lo Stato. Ventilando tra l’altro la possibilità di collaborare con la giustizia.
Abelardo, dal canto suo, si è esibito in una passerella macabra tra le salme di 23 guerriglieri delle Farc, uccisi in un’altra operazione. A differenza del Clan del Golfo e dei gruppi narcos storici quali Farc e Eln, Acsn fonda il proprio potere sull’estorsione e sulla lottizzazione abusiva che ha devastato aree protette nella regione di Magdalena e Sierra Nevada, con la complicità di funzionari corrotti di Corpamag (Corporación Autónoma Regional del Magdalena), l’agenzia ambientale che opera sulla costa colombiana, e del municipio di Santa Marta con a capo il sindaco Pinedo Cuello, coinvolto con i familiari in attività criminali. Ciò ha portato alla costruzione abusiva di alberghi che, secondo voci raccolte, sarebbero di proprietà dello stesso Pinocho e suo fratello.
Intanto, malgrado la propaganda presidenziale e la messinscena della polizia, il Clan del Golfo continua a massacrare gente e a sfrattare intere comunità tenendo sotto scacco le autorità nelle regioni di Antioquia, Valle del Cauca e Chocó. Senza il ritorno a un processo di mediazione con i gruppi armati che determini la fine delle ostilità, non ci sarà mai pace in Colombia.
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