“Dopo il fatto della Meloni” ecco come le piazze di spaccio di Caivano furono solo spostate dal Parco Verde a poche centinaia di metri
“Dopo il fatto della Meloni” lo spaccio di droga non scompare da Caivano. Si sposta soltanto dal Parco Verde a poche centinaia di metri di distanza. “Il fatto della Meloni”, a cui si riferisce il consumatore di cocaina ascoltato dai carabinieri nel dicembre 2023, va contestualizzato al periodo del verbale agli atti del blitz di oggi contro il clan Angelino. Sono i mesi in cui il governo ha deciso di mettere a ferro e fuoco il Parco di Verde di Caivano dopo le gravissime vicende delle violenze sessuali ad alcune bambine di quel quartiere, tra annunci di nuove leggi e decreti, e visite mirate. Le notizie uscirono ad agosto 2o23, Meloni viene da don Patriciello il 31 agosto. Il degrado è insopportabile, le denunce di don Maurizio Patriciello, il parroco del Parco Verde, hanno il merito di squarciare anni di indifferenza e abbandono. Ed infatti è proprio nell’inferno di quel quartiere-piazza di spaccio tra le più grandi d’Europa che si concentrano le attenzioni e i blitz di polizia e carabinieri.
I controlli però proseguono nel resto della città. I militari dell’Arma fermano due consumatori. Uno si chiama J. Z.
Lei è assuntore di sostanze stupefacenti?
Casualmente
Dove acquista solitamente tale sostanze?
Acquisto solitamente tali sostanze, sulle piazze di spaccio site nel Comune di Caivano (NA), acquistavo nel Parco Verde adesso per il fatto della Meloni con il mio amico che mi avete fermato sono andato ad altra parte…. Questa pomeriggio mi ha accompagnato il mio amico nel posto dove ho comprato la sostanza, non conoscevo questo posto, ci siamo recati presso un’abitazione a piano terra, bussato alla porta ci hanno aperto.
Insomma, il commercio di droga reso impossibile al Parco Verde da un enorme dispiegamento di forze dell’ordine “per il fatto della Meloni”, si era solo trasferito “da un’altra parte”. E più precisamente in altri punti di Caivano, tra cui uno a via de Cesare, come si può leggere nel capo di imputazione numero 31 a cui fa riferimento il verbale. E’ contenuto nella maxi ordinanza di quasi 1200 pagine, si fa cenno alla compravendita di una pallina di cocaina da 0.35 grammi. Via de Cesare dista più o meno un chilometro dal Parco Verde. L’amico di J. Z., tale A. R., spiega come erano arrivati lì: “Col passaparola”.
Le indagini dei carabinieri di Castello di Cisterna, Caivano e Casoria, in coordinamento con la Dda di Napoli guidata da Nicola Gratteri, hanno documentato che gli affari di droga e camorra, tra spaccio di cocaina e racket ai cantieri, hanno continuato a girare, nonostante i provvedimenti del ‘modello Caivano’ e il Parco Verde militarizzato.
I proventi si erano accumulati in un appartamento del quartiere Bronx. Che si trova a trecento metri dal Parco Verde. Erano occultati tra incavi, sotto il pavimento, all’interno di vani e nascondigli dotati di sofisticati sistemi di apertura elettronici, realizzati in mobili a muro ed al di sotto del pavimento-piatto doccia. Nel luglio 2025, quando scatta la perquisizione, i risultati sono sorprendenti. Servono il martello e altri attrezzi edili per sfondare il tutto e ottenere, si legge, il ritrovamento “di euro 3.296.265, suddivisa in mazzette, unitamente a n.11 orologi di pregio, marca Rolex, del valore complessivo di euro 127.300”.
E nelle carte troviamo purtroppo anche un minorenne spacciatore. “Palo, vedetta, ma anche addetto, all’occorrenza, alla cessione della sostanza stupefacente al minuto”. Cocaina e crack. E’ il nipote di un indagato, ha 17 anni. “Esci fuori e controlla se ci sono i Carabinieri”, è l’ordine che gli imbastiscono, intercettato da una cimice. Lui esegue.
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