USA, stretta finale su Cuba. Stangata bancaria, stop ai viaggi e blocco finanziario

L'amministrazione USA inasprisce ulteriormente la morsa economica contro L'Avana, introducendo un pacchetto di misure restrittive volte a soffocare i canali finanziari del governo cubano e ad annullare i progressi diplomatici degli ultimi anni. Il nuovo regolamento dell’Ufficio per il Controllo dei Beni Stranieri del Dipartimento del Tesoro americano prende di mira direttamente l’apparato militare cubano e le sue strutture operative, prima fra tutte la potente holding GAESA, vietando tassativamente qualsiasi operazione finanziaria diretta o indiretta con le entità statali controllate dall’esercito.
GAESA (acronimo di Grupo de Administración Empresarial S.A.) è il più potente e pervasivo consorzio economico-imprenditoriale di Cuba, gestito direttamente dall'esercito cubano. Controlla una quota stimata tra il 50% e il 60% dell'intera economia cubana e fino all'80-90% delle transazioni in valuta pregiata (dollari ed euro) dell'isola tra cui le rimesse dei cubani all'estero. Le sue entrate non affluiscono nel bilancio statale pubblico ma sono amministrate direttamente dall'apparato di sicurezza nazionale".
Residenti protestano contro le prolungate interruzioni di corrente all'Avana, Cuba, 13052026 (AP)
La manovra colpisce al cuore la capacità di L'Avana di fare impresa e reperire valuta pregiata. La decisione più pesante riguarda la cancellazione delle cosiddette transazioni U-Turn, un meccanismo che consentiva alle banche statunitensi di elaborare transazioni finanziarie in dollari dirette o provenienti da Cuba, a patto che l'origine e il destinatario risiedessero al di fuori degli Stati Uniti.
Parallelamente, viene revocata la concessione, introdotta nel 2024 sotto la presidenza di Joe Biden, che permetteva agli istituti di credito americani di aprire e gestire conti correnti per i microimprenditori cubani del settore privato.
Vengono ritirate anche diverse agevolazioni approvate durante l'era di Barack Obama, poiché i viaggi culturali, la partecipazione a conferenze e gli incontri professionali sull'isola subiscono un drastico restringimento e tornano a essere subordinati a licenze e autorizzazioni speciali.
Cuba (Pixabay)
L'inasprimento della pressione di Washington si inserisce su un embargo già strutturale, stratificato in oltre sei decenni. In vigore dall'inizio degli anni sessanta, il blocco commerciale vieta quasi la totalità dell'interscambio merci e servizi con l'isola. Con l'applicazione del Titolo III della legge Helms-Burton, le sanzioni hanno assunto una valenza extraterritoriale che permette di citare in giudizio le aziende straniere che utilizzano proprietà nazionalizzate a Cuba dopo la rivoluzione del 1959, spaventando i mercati e che hanno costretto le multinazionali ad abbandonare il Paese.
A questo quadro si aggiungono le sanzioni derivanti dal reinserimento di Cuba nella lista degli Stati sponsor del terrorismo, una misura che impedisce all'isola di accedere ai crediti dei grandi organismi internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, e costringe le banche straniere a interrompere ogni cooperazione per il timore di incorrere in gravissime sanzioni secondarie americane.
Infine, la combinazione del divieto d'acquisto di greggio e la minaccia di rappresaglie sulle compagnie navali che trasportano carburante a Cuba sta provocando una paralisi della rete elettrica nazionale, causa di blackout continui di decine di ore, della chiusura delle fabbriche e del blocco dei trasporti civili.
Il combinato disposto di queste restrizioni storiche e delle nuove misure bancarie ha trascinato i nove milioni e mezzo di abitanti di Cuba in una crisi umanitaria ed economica senza precedenti. L'assenza di contanti e la svalutazione del peso hanno svuotato i negozi, azzerato le scorte di farmaci e causato l'impossibilità per le famiglie di conservare beni primari ed alimenti. Washington definisce l'isola una minaccia straordinaria per la propria sicurezza e punta aperto al cambio di regime tramite il soffocamento economico, ma a pagarne il prezzo più alto rimangono il nascente tessuto economico privato locale e la popolazione civile.
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