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Tuesday, September 29, 2026

La Francia ribolle e Marine Le Pen sbaraglia gli avversari nei sondaggi per le Presidenziali. Ma scoppia il caso “Bardella antisemita”

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La Francia ribolle e Marine Le Pen sbaraglia gli avversari nei sondaggi per le Presidenziali. Ma scoppia il caso “Bardella antisemita”

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Se i francesi votassero oggi per il ballottaggio delle presidenziali, Marine Le Pen vincerebbe chiunque fosse il suo sfidante. L’ultimo sondaggio Toluna-Harris sul voto del 2027 è ancora più incoraggiante per la leader dell’estrema destra, data da mesi favorita nella corsa all’Eliseo, malgrado la condanna per frode ai danni dell’Ue: batterebbe tanto Jean-Luc Mélenchon, candidato di La France Insoumise, 69% contro 31%, quanto Edouard Philippe, candidato del centrodestra, con il 57% contro il 43%. Stando a tutti i rilevamenti, Mélenchon e Philippe sono i soli candidati a poter ambire di superare il primo turno del 18 aprile insieme alla Le Pen. Nelle ultime ore, oltre ad avere incassato l’ottimo sondaggio, la candidata all’Eliseo del Rassemblement National ha potuto anche rivendicare una vittoria al voto di domenica per il rinnovo del Senato: ottenendo 15 seggi, il partito è in grado per la prima volta nella sua storia di costituire un gruppo al Senato, insieme agli alleati dell’Udr di Éric Ciotti.

Sembrava che nulla potesse oscurare questa sequenza positiva per Le Pen. Se non fosse che, nelle stesse ore, Mediapart ha pubblicato una lunga inchiesta che ha rivelato il passato antisemita del suo braccio destro, Jordan Bardella: il giornale on line ha pubblicato una serie di messaggi a sfondo razzista e complottista che l’attuale presidente Rn, oggi trentunenne, avrebbe scritto tra il 2013 e il 2015, quando, a 17-18 anni, era un giovanissimo militante del Front national di Jean-Marie Le Pen. Nella sua inchiesta, Mediapart, che ha consultato decine di documenti e conversazioni scritte, mette in evidenza la vicinanza di Bardella con Alain Soral, ideologo franco-svizzero di estrema destra, più volte condannato per le sue idee antisemite. Di Soral Bardella avrebbe fatto proprie le teorie della “sottomissione della Francia alla logica sionista” e della “dominazione bancaria degli ebrei”. Secondo fonti sentite da Mediapart, Bardella avrebbe anche contribuito a diffondere idee complottiste come quelle legate alla “sopravvivenza di Hitler” dopo la guerra. Come fa notare il giornale, il Bardella antisemita dell’epoca è lo stesso che oggi, “simbolo di una generazione del Rn, si presenta come protettore degli ebrei francesi”. Il diretto interessato, ufficialmente candidato premier, ha denunciato “falsi grossolani”: “Mi vogliano assassinare politicamente”. Sporgerà denuncia per diffamazione contro Mediapart.

Nel pieno dello scandalo, Bardella dovrebbe comparire martedì prossimo accanto a Marine Le Pen per presentare il piano da 125 miliardi di euro di tagli che il Rn propone in alternativa al progetto di Legge di bilancio per il 2027 che il premier Sébastien Lecornu presenterà giovedì. Mentre l’Insee, l’istituto nazionale di statistica, registra un debito della Francia al 119% del Pil, un record dal 1946, la finanziaria di Lecornu chiede uno sforzo di 54 miliardi di euro. La Legge di Bilancio è il motivo del “martedì nero” che la Francia sta vivendo oggi sul fronte sociale. Oltre 160 manifestazioni sono state organizzate in tutto il Paese per lo sciopero della funzione pubblica convocato da tutte le sigle sindacali, e che ha coinvolto insegnanti, funzionari delle amministrazioni, poliziotti, operatori sanitari, il settore dei trasporti e anche i pompieri, che nel primo pomeriggio hanno bloccato la tangenziale di Parigi. Al centro della protesta, c’è soprattutto il “gelo” degli stipendi degli statali per il quarto anno consecutivo, misura prevista dal testo di Lecornu. Stando al sindacato CGT, circa 300 mila manifestanti sono scesi nelle strade oggi, di cui 70 mila a Parigi per i cortei che hanno confluito alla place de la Bastille. “Il governo ha 48 ore per riscrivere la sua Legge di Bilancio”, ha minacciato Sophie Binet, segretaria della CGT.

In nome della “convergenza delle lotte” sono giorni che gli studenti dei licei bloccano i loro istituti in tutta la Francia, su appello dell’Union Syndicale Lycéenne, primo sindacato degli studenti dei licei. La protesta, iniziata nelle scuole di periferia, si è estesa anche alle grandi città. I giovni protestano contro condizioni di studio degradate e i tagli nel settore del sociale e dell’educazione previsti dalla finanziaria. Secondo il ministero dell’Educazione, le proteste hanno coinvolto oggi 338 istituti in tutta la Francia, di cui 40 sono stati bloccati. In alcuni casi, l’intervento della polizia, autorizzato dal governo, è degenerato in scontro. Un ragazzo è rimasto ferito da un lanciagranate Cougar usato dagli agenti. In alcuni giorni, più di 150 giovani sono stati fermati. I sindacati hanno denunciato le violenze della polizia mentre Mélenchon, per il quale i movimenti giovanili rappresentano anche un’importante base elettorale, ha parlato di “repressione”

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