Komyshuvakha, la trappola delle bombe plananti sulla scuola degli aiuti

Solo robot sulla strada per Komyshuaka. Le auto distrutte dai droni nelle vie a pezzi. Il resto della città non è praticamente più in piedi. Guardate, tutto distrutto. Ci fermiamo e subito un drone è sulle nostre teste ci si nasconde sotto i rami.
Ed ecco la scuola dove ieri sono cadute durante la giornata nove bombe plananti. I corpi di chi era in fila per gli aiuti umanitari. Una tragedia, dice il sindaco, non riesce a raccontare più.
Una strage. A poche ore dalla tregua. Quello è il cratere delle bombe che ieri hanno preso di mira questo centro di distribuzione.
Sventrato. Il rifugio. Troppo pericoloso ora.
Sotto, lii dentro, solo militari.
Vigili del fuoco. Cercano i veli. Torna poi il sindaco a dirci "prima una bomba di bassa potenza per far radunare la gente nel rifugio.
Poi hanno bombardato il rifugio con altre bombe deliberatamente. Sotto. C'erano almeno 100 persone. Civili, operatori umanitari, medici. Sei i soccorritori morti per le altre bombe sganciate dopo la prima.
Bomba planante dal cielo, urla uno di loro. Corriamo via. Con i soccorritori.
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