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Tuesday, November 3, 2026

Dopo il furto di gioielli è stata di nuovo sequestrata la casa dove è stata uccisa Pamela Genini

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Non c'è pace per Pamela Genini, dopo le 76 coltellate sferrate dal suo ex Gianluca Soncin, il 14 ottobre 2025, e la profanazione della sua tomba nel cimitero di Strozza, nel Bergamasco.

È stato nuovamente sequestrato dalla Polizia, e questa volta nell'ambito di un'inchiesta che ipotizza il furto, l'appartamento in via Iglesias a Milano in cui, il 14 ottobre del 2025, la modella di 29 anni, fu uccisa con 76 coltellate dal suo ex Gianluca Soncin.

Il nuovo sequestro ha comportato che gli agenti riportassero alla situazione precedente al delitto la zona giorno in cui è accaduto il femminicidio e la zona notte sovrastante. I poliziotti hanno riposto tutti gli oggetti personali di Pamela al loro posto.

L'iniziativa segue le denuncia del proprietario dell'appartamento, parente di Pamela, che la settimana scorsa, quando era stato dissequestrata l'abitazione dopo la chiusura delle indagini sul femminicidio, aveva lamentato la sparizione di alcuni oggetti personali, sembra anche gioielli, appartenuti alla vittima. 

Non sarebbero stati violati i sigilli posti a suo tempo. Da qui il nuovo sequestro finalizzato a chiarire la vicenda del presunto furto mentre il precedente, disposto il giorno della tragedia e durato fino ad alcuni giorni fa, era servito a 'cristallizzare' i luoghi e a ricostruire la dinamica del femminicidio. 

Nel novembre del 2025 ci fu anche un sopralluogo del pm.   

Il presunto furto rappresenta solo l'ultimo 'giallo' nella tormentata vicenda di Pamela Genini il cui corpo, nel marzo scorso, subì l'asportazione della testa, ancora non ritrovata.Per quella profanazione è indagato un altro ex della modella, Francesco Dolci, accusato di vilipendio di cadavere e furto. L'uomo nega di aver avuto un ruolo nello scempio.

Il furto di gioielli

Secondo quanto riferito da una trasmissione televisiva qualcuno potrebbe essere entrato nella casa di Milano in cui è stata uccisa, al civico 33 di via Iglesias, nel quartiere Gorla. La polizia avrebbe trovato i sigilli manomessi e, all'interno, guanti in lattice di provenienza sconosciuta e contenitori di gioielli vuoti. "Non saprei chi potrebbe essere entrato" ha detto la madre, Una Smirnova. "Non c'erano segni di effrazione, chi è entrato aveva le chiavi".

Il calvario di Pamela comincia ben prima della sua morte. Gianluca Soncin, originario di Biella ma residente a Cervia, da subito instaura con Pamela un rapporto "possessivo e violento". La isola dalle amiche, la controlla. Un comportamento che soffoca Pamela, che infatti decide di lasciarlo: "Voleva scappare, stava programmando la fuga", conferma chi la conosce. Ma Soncin non le dà tregua. E grazie alle chiavi dell'appartamento, duplicate di nascosto, piomba in casa di Pamela con due coltelli e la uccide. Un delitto, secondo gli inquirenti, programmato da almeno una settimana. Al processo chiederà scusa. "Comprendo il peso delle mie azioni", dice in aula. Ma la madre e la sorella di Pamela, Una Smirnova e Veronica Genini, non gli credono: "Le sue sono parole di plastica".

Pamela non riesce a riposare in pace nemmeno dopo la morte. Risale al 23 marzo scorso la più macabra delle scoperte: il suo cadavere è stato trafugato e decapitato. E la sua testa non è stata ancora ritrovata.

Per quella profanazione viene indagato un altro ex (o forse solo un amico) della modella 29enne, Francesco Dolci, accusato di vilipendio di cadavere e furto. L'uomo nega. Un test svolto dai carabinieri al cimitero di Strozza appura che anche una sola persona potrebbe aver estratto e poi ricollocato dal loculo il feretro di Pamela. Oggi l'ultima, inquietante scoperta: qualcuno ha violato i sigilli della casa in cui si è consumato il massacro. Qualcuno che aveva le chiavi dell'appartamento.

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