Carnevali ha un piano per ricostruire l’ItalJuve, ma non con Conte: “Mai preso in considerazione. Palmisani ci piace”
Per parlare di Juventus, si deve partire dagli ultimi giorni in cui di notizie, sui bianconeri, ce ne sono state diverse. Prima di tutto, il bilancio: la società ha registrato, ancora una volta, un rosso importante. 66 milioni di euro. E ha subito varato un’ennesima ricapitalizzazione per circa 60, andando così a contenere le perdite ma anche facendo calare l’attenzione su di sé da parte dell’Uefa, le cui normative in materia di bilancio sono molto stringenti, come noto. E poi, alle notizie, si sommano le parole, quelle dell’Ad Giovanni Carnevali, intervenuto al Festival dello Sport di Trento. “Mi piacerebbe acquistare grandi campioni, ma non si può”, ha detto a chiare lettere. Di fatto, Carnevali alla Juventus è stato chiamato per questo: sistemare i conti e inventarsi strategie nuove. E da qui si deve partire.
“Mi aspettavo di più da questi primi mesi”, ha continuato il dirigente bianconero, consapevole che quanto visto finora dalla sua Juventus è probabilmente al di sotto del potenziale che almeno la società pensa di aver messo a disposizione di Spalletti. Ma tanto si è cambiato e, di nuovo, tanto bisognerà lavorare perché i meccanismi si inneschino meglio. Eppure, l’obiettivo resta sempre quello di arrivare al quarto posto, “che è fondamentale”, spiega Carnevali. La linea intrapresa è quella di puntare su molti giovani, Alajbegovic è il manifesto, e su qualche giocatore rientrato da rivalutare, come Nico Gonzalez e Douglas Luiz. Allontanando quello spettro di Conte, la cui candidatura (mediatica) “non è mai stata presa in considerazione”. Ma su chi puntare, quindi? Uno dei nomi già caldi in lizza per l’anno prossimo c’è, ed è quel Palmisani che sta sorprendendo nel sorprendente Frosinone.
“Ci piace”, non ha negato Carnevali, che ha già preso dei contatti con l’entourage per capire quali potessero essere le condizioni per bloccarlo il prima possibile e anticipare la concorrenza. Che è folta. Palmisani è giovane, sta mostrando tutto il suo talento e “soprattutto è italiano”, per citare proprio Carnevali. Non è solo una questione di lista (che per tutte le squadre di vertice è importante: il Como, per esempio, ha dovuto comprare Kean e Ricci non solo per valutazioni tecniche, ma anche perché aveva pochi italiani in rosa su cui fare affidamento), ma proprio di corso e di filosofia: una volta c’era l’ItalJuve, ora non più e Carnevali, insieme con Massara, vuole provare a ricostruirla.
La trattativa, per ora in fase del tutto embrionale, per Palmisani apre però a un altro tema: quanto una piccola può trattenere i suoi gioielli? Il Frosinone in questo avvio di campionato ne ha messi in mostra diversi e tutti provenienti dalla Serie B (dei nuovi giocatori, Alvini per ora ne ha schierati due con regolarità: Zerbin e Schmid). C’è il portiere, ma c’è la punta (Raimondo, di proprietà del Bologna), o il difensore, Bracaglia, nato e cresciuto a Frosinone ma su cui già qualche interessamento è arrivato. C’è, insomma, una serie di talenti italiani che possono mettersi in mostra ma che dopo soli pochi mesi possono già diventare oggetto del desiderio di tante. Per un’Italia che ha bisogno di rilanciarsi, è un bene. Per una società che invece deve pensare a salvarsi, forse no.
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