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Wednesday, September 23, 2026

Diversity Media Awards, Iacchetti è il personaggio dell’anno: “Lo dedico a tutti i bambini che non riescono a diventare grandi. Free Palestine”. Ecco tutti i premi

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“Dedico questa D a tutti i bambini del mondo che non riescono a diventare grandi perché qualcuno li ammazza prima. Free Palestine”. Con queste parole Enzo Iacchetti ha ricevuto il premio come personaggio dell’anno ai Diversity Media Awards. Un riconoscimento ottenuto per “la sua scelta di esporsi pubblicamente in favore della Palestina”. Secondo la motivazione, l’attore e conduttore ha portato “una voce riconoscibile del panorama televisivo italiano all’interno di un dibattito complesso su conflitti e responsabilità pubbliche”, contribuendo a mantenere l’attenzione sui diritti umani.

I riconoscimenti sono stati consegnati alla Nuvola di Roma il 18 settembre scorso, nel corso di una serata condotta da Alberto Matano e Marina Cuollo con Paolo Camilli. Tanti i vincitori dell’undicesima edizione degli Oscar dell’Inclusione, ideati dalla Fondazione Diversity ETS per premiare personaggi e contenuti che nel 2025 si sono distinti nella rappresentazione di genere, età, etnia, disabilità, persone LGBT+ e aspetto fisico.

Spazio anche all’informazione. Il premio per il miglior servizio Tg è stato assegnato ex aequo al Tg3, per il racconto dell’80esimo anniversario dell’ultima strage nazifascista in Val di Fiemme e della storia del partigiano Giorgio Marincola, firmato da Gabriele Carletti, e al Tg5, per il servizio di Benedetta Battistoni sul progetto Unicop, che riunisce sotto lo stesso tetto un centro diurno per anziani e un asilo nido.

Tra gli articoli, il riconoscimento per la stampa quotidiana è andato a Lorena Loiacono del Messaggero per “In solitudine e senza svaghi il peso della cura”; quello per la stampa periodica a Elisabetta Moro di Cosmopolitan per “Memorie sul transitare”. Per l’informazione online è stato premiato Pasquale Quaranta de LaStampa.it con “Gianni e Franco, l’amore che resta: Torino pensa a un luogo per ricordare la prima unione civile”. Ilfattoquotidiano.it è entrato nella quartina dei finalisti con l’articolo: “Non solo Milano e Roma: da Nord a Sud la carica dei Pride di provincia, in piazza contro invisibilità e pregiudizi”, firmato da Emanuele Corbo e Youssef Taby.

Il premio per il miglior film è andato a La vita da grandi di Greta Scarano, interpretato da Yuri Tuci e ispirato alla storia di Margherita e Damiano Tercon. Al centro c’è la rappresentazione della disabilità e della neurodivergenza, ancora sottorappresentate nel cinema italiano. La giuria ha sottolineato in particolare la scelta di affidare il ruolo del protagonista a un attore autistico, considerandola un esempio di rappresentazione “autentica e rispettosa”.

Tra le serie italiane vince M – Il figlio del secolo, produzione Sky tratta dal romanzo di Antonio Scurati. Il riconoscimento premia anche il modo in cui la serie racconta le figure femminili, “mai rese secondarie rispetto al protagonista”. A ritirarlo è stata Benedetta Cimatti, che interpreta Rachele Mussolini. Tra le produzioni straniere il premio è andato invece ad Adolescence, serie Netflix che affronta maschiosfera, cultura incel, violenza di genere e rapporti tra adolescenti mediati dai social. Per la categoria Kids & Teens è stata premiata Riv4li, sempre di Netflix, per la presenza di personaggi e tematiche LGBTQ+ in un genere in cui, secondo la Fondazione, restano ancora poco rappresentati.

Per la seconda volta, dopo il riconoscimento del 2024, Geppi Cucciari e Splendida Cornice si aggiudicano il premio per il miglior programma televisivo. La trasmissione di Rai3 viene descritta come uno spazio capace di raccontare differenze di età, provenienza, cultura e genere senza trasformarle in categorie rigide, ma valorizzandone punti di vista ed esperienze.

Il miglior podcast è Pride di Internazionale, di Claudio Rossi Marcelli e Alberto Emiletti, premiato per la capacità di fare divulgazione sui temi e sulla storia della comunità LGBTQ+ con un linguaggio accessibile a un pubblico ampio. Il premio per il miglior programma radiofonico è andato invece a “Say Waaad?” di Radio Deejay, condotto da Michele “Wad” Caporosso, definito dalla giuria “un luogo sicuro” nel quale condividere storie personali con ironia e intimità.

Maria Bosco è la Creator dell’anno, grazie al suo lavoro di divulgazione della matematica sui social e alla capacità, si legge nella motivazione, di coniugare diffusione culturale e inclusione. Il premio per il miglior prodotto digital è stato assegnato invece ai Papà per scelta, Carlo Tumino e Christian De Florio, per il contenuto Domande comuni a una famiglia con due papà, dedicato alla vita quotidiana delle famiglie omogenitoriali.

Un premio speciale della Fondazione Diversity è stato infine attribuito a Unicorni, film diretto da Michela Andreozzi. Sul palco della serata, tra performance e interventi, anche Serena Dandini, Dario Argento, Pilar Fogliati, Michela Giraud, Igiaba Scego, Giorgia Soleri e le Karma B.

I Diversity Media Awards sono ideati dalla Fondazione Diversity ETS, fondata e presieduta da Francesca Vecchioni, con la direzione artistica di Ivan Cotroneo. Un appuntamento che da undici edizioni prova a misurare come cinema, televisione, informazione e nuovi media raccontano una società sempre più plurale e quanto spazio riescono a dare a persone e storie che a lungo sono rimaste ai margini della rappresentazione.

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