Nord Sud Ovest Est, gli 883 trovano il loro stile. Recensione episodio 4

Il successo degli 883 comincia a richiedere un prezzo: Max e Mauro devono imparare a difendere la propria personalità mentre produttori e industria musicale cercano di trasformarli in popstar. Nel quarto episodio di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, la serie Sky Original diretta da Sydney Sibilia insieme ad Alessio Lauria, Simone Godano e Alice Filippi, disponibile in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, il duo di Pavia affronta una svolta decisiva: trovare uno stile che lo rappresenti davvero, senza rinunciare alla propria spontaneità. Claudio Cecchetto vuole canzoni capaci di far venire la pelle d’oca, ma anche un videoclip all’altezza delle ambizioni del secondo album. Tra modelle, canottiere a rete, insicurezze e intuizioni musicali, Max e Mauro scoprono che per diventare vere popstar non devono necessariamente assomigliare agli altri. Anzi, il segreto potrebbe essere proprio smettere di provarci.
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Quello che devi sapere
"Sei un mito", la canzone che conquista Cecchetto
Sulle note di America di Gianna Nannini, il 1993 comincia per Max nel migliore dei modi: c’è Michela Rossini, e per lui sembra quasi che tutto il resto possa aspettare. Lei vive la relazione con una disinvoltura che contrasta con le paranoie del cantante, ancora incerto su come comportarsi e su cosa significhi davvero stare insieme. Ma Cecchetto non ha tempo per le incertezze sentimentali: dopo la mancata festa di Capodanno, è furioso e pretende canzoni capaci di far venire i brividi. Max e Mauro si chiudono così per due giorni nella tavernetta-studio, dove il lavoro procede tra intuizioni e piccoli attriti.
Mauro crede nel potenziale di Come mai, ma Max è in difficoltà: quella canzone è nata pensando a Silvia, mentre adesso nella sua vita c’è Michela. La svolta arriva con Sei un mito, ispirata proprio al primo appuntamento con lei, tra dettagli quotidiani e piccoli rituali, come i tappetini nuovi e il deodorante per auto Arbre Magique. Cecchetto ne è entusiasta e individua subito il brano giusto per lanciare il secondo album.
Ph. Paolo Ciriello
Da ragazzi di Pavia a popstar: l’ansia del videoclip
Il salto di qualità passa anche dall’immagine. Per Sei un mito Cecchetto vuole un videoclip importante, affidato al fotografo e regista Fabrizio Ferri, e coinvolge la supermodella canadese Yasmeen Ghauri.
Nel video originale, in bianco e nero, la modella appare sospesa su una corda, oscillando in una scena visivamente memorabile che oggi può ricordare, per alcuni elementi, l’immaginario di Wrecking Ball di Miley Cyrus, arrivato molti anni dopo.
Ma mentre il progetto prende forma, Max e Mauro si sentono sempre più fuori posto. Il confronto con altri videoclip, a partire da Battito animale di Raf, li mette in crisi: gli altri sembrano sicuri, attraenti, perfettamente a proprio agio davanti alla telecamera. Loro, invece, non si sentono "maschi alfa" e arrivano persino a chiedere di togliere il video di Raf perché il cantante, tutto bagnato e abbronzato, è troppo bello. Anche Eros Ramazzotti e Luca Carboni diventano termini di paragone impossibili da ignorare. Il successo li ha portati lontano, ma non ha ancora insegnato loro a sentirsi davvero protagonisti.
Ph. Paolo Ciriello
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Gli 883 in versione sex symbol?
Il set del videoclip diventa una prova di resistenza. La proposta è trasformare Max e Mauro in due sex symbol, tra canottiere a rete e pose da popstar, ma il risultato è più imbarazzante che convincente.
Mauro si sente un cubista, mentre la stilista lo definisce un "sexy fantino" perfettamente in linea con i tempi. Sul set, circondati da modelle bellissime, i due si sentono ancora più a disagio. Max fa notare a Cecchetto che lui gli aveva parlato di una sola ragazza, Michela, mentre lì ce ne sono fin troppe.
Il produttore, però, ha un piano: portare sul set le ragazze più belle di Milano significa spostare almeno in parte l’attenzione dai due musicisti, ancora poco sicuri della propria immagine. È una trovata che rivela quanto l’industria dello spettacolo lavori sulla costruzione di un personaggio, non soltanto sulla musica.
Il punto, però, è uno: Max e Mauro non devono diventare belli come Raf o seducenti come Eros per convincere il pubblico. Devono trovare un modo di stare davanti alla telecamera che somigli davvero a loro.
Ph. Paolo Ciriello
"Aeroplano" e le occasioni che non prendiamo
A complicare il lavoro arriva Caterina Rappoccio, giovane cantante coinvolta da Cecchetto per un featuring e per dare ulteriore visibilità al disco. È lei a mettere Max e Mauro di fronte a una domanda semplice solo in apparenza: da dove nascono le canzoni? I due spiegano il loro metodo con un’immagine efficace, quella della pesca: si va al bar, si chiacchiera davanti a una birra scura, si sta nel momento e poi, forse, qualcosa abbocca.
Ma Caterina è insistente, invadente, e il confronto con la sua energia finisce per destabilizzarli. Si accorge che i due stanno recitando la parte delle popstar senza sentirsi davvero tali e li costringe a guardare le proprie fragilità.
Quando sbircia il quaderno di Max, scopre alcuni codici che corrispondono ai voli per Dublino: lui aveva pensato di raggiungere Silvia, ma non ha mai trovato il coraggio di partire. Da questa occasione mancata nasce l’idea di Aeroplano, una canzone sulle possibilità lasciate cadere e sui viaggi che restano soltanto nella nostra testa.
Il brano prende forma intorno al desiderio di sapere che cosa ci aspetta lontano da casa, insieme alla paura di scoprirlo davvero. La malinconica Fade Into You dei Mazzy Star, uscita nel 1993, accompagna il momento con una delicatezza che contrasta con il caos del set.
Ph. Paolo Ciriello
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Addio alle canottiere a rete, arriva il rock
La svolta non arriva da uno stylist famoso o da un’idea studiata a tavolino, ma dal bizzaro Piero e dal suo garage, un piccolo archivio di abiti e oggetti in cui sembra esserci tutto, compresi i chiodi arrivati dall’America. Caterina suggerisce a Max e Mauro di smettere di inseguire la moda: "Gli 883 non seguono la moda, sono la moda". È la frase che cambia la prospettiva.
Via le canottiere a rete, spazio ai giubbotti di pelle e agli occhiali scuri, un’immagine che li fa sentire finalmente a proprio agio. A sottolineare il cambio di energia arriva The Power degli Snap!, brano del 1990 che accompagna il ritorno sul set con una carica irresistibile.
Max e Mauro si presentano davanti a Cecchetto decisi a difendere il proprio look: il videoclip è loro e devono riconoscersi in quello che mostrano. Anche Fabrizio Ferri approva la scelta. Le modelle restano, ma non sono più loro a dominare la scena: i protagonisti sono gli 883.
Quando parte Sei un mito, con i primi piani e il modo inconfondibile di Mauro di ballare, tutto sembra finalmente al posto giusto.
La crescita di Max e Mauro non coincide con il tentativo di diventare qualcun altro, ma con la capacità di riconoscere ciò che li rende unici. Non diventano improvvisamente perfetti: diventano, finalmente, se stessi.
Ph. Paolo Ciriello
"Come mai" e il coraggio di dire no
Una volta ritrovata la propria immagine, Max e Mauro cominciano a riconquistare anche la sicurezza nelle decisioni. Non vogliono più andare in televisione soltanto perché lo stabilisce Cecchetto: preferiscono aspettare il momento giusto.
Il passaggio è significativo, perché il duo non è più disposto a seguire ogni indicazione senza discuterla. Anche la partecipazione al Karaoke dell'amico Fiorello, fenomeno televisivo del 1993, diventa una forma di promozione più vicina alla loro natura.
Nel frattempo Max capisce perché non riusciva a far ascoltare a Michela Sei un mito: non è una canzone d’amore nel senso in cui lei potrebbe aspettarsela. Diversa è Come mai, nata pensando a Silvia e rimasta a lungo una canzone privata. Mauro decide di farla ascoltare a Cecchetto, convinto che sia giusto così, anche se Max non è pronto. Il produttore ne resta conquistato e il brano entra nell’album con il suo titolo definitivo. La scelta segna un passaggio importante: ciò che sembrava appartenere soltanto al passato di Max può trovare una nuova vita nella musica.
L’episodio si chiude con Creep dei Radiohead, singolo del 1992 diventato uno degli inni dell’alternative rock degli anni Novanta. Il brano, con il suo senso di inadeguatezza e il desiderio di essere visti da qualcuno che sembra irraggiungibile, accompagna bene le fragilità di Max. I primi mesi del 1993 stanno finendo e, come dice lui, "da qui cominciava il casino vero".
Gli 883 stanno trovando la propria voce, ma crescere significa anche accettare che non tutte le canzoni parlano dello stesso amore e che non tutte le scelte possono essere fatte per compiacere gli altri.
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