Billie Jean King Cup: l'Italia cede lo scettro dopo 2 anni, in finale va l'Ucraina
Il regno italiano in Billie Jean King Cup si spezza senza appello nel sabato di Shenzhen. Il cammino delle azzurre verso uno storico tris si interrompe in una semifinale in cui l'Ucraina si prende tutti e quattro i set disputati nel corso dei due match. Una Tyra Grant al debutto in nazionale cede 6-3 6-4 ad Anhelina Kalinina, mentre a Jasmine Paolini - contro una Elina Svitolina con la forma dei giorni migliori - per una volta non riescono gli straordinari a cui ha abituato in azzurro e perde con un doppio 6-2. Per le ragazze di Kiev sarà la prima volta in finale in assoluto nel torneo, e domani affronterà le favorite della Cechia.
Al mattino è tempo di scelte per la capitana Tathiana Garbin, dopo le difficoltà di una Elisabetta Cocciaretto non al meglio nel quarto contro la Cina. La scelta ricade sulla 18enne Grant, a cui non par vero: a prescindere dal risultato è un'investitura. Durante l'inno le brillano gli occhi, e con i capelli raccolti da un nastro tricolore inizia il suo match senza sentire la pressione. Nel quinto game, però, arriva il break di Kalinina, che inizia a far sentire le cento posizioni di differenza nelle classifiche Wta (48 contro 150) e a muovere per il campo l'azzurra, che non riesce a tenere il passo. Nel secondo set, poi, la giovane romana cede il servizio in apertura e - pur lottando e facendo sudare l'avversaria anche sui match point - la rimonta non c'è.
Ancora una volta, dunque, è chiamata a esserne protagonista Paolini, già artefice dell'impresa giovedì. Le cose, però, si complicano fin da subito, con un avvio da incubo che porta Svitolina avanti 3-0 con due break di vantaggio. La garfagnina reagisce, ma nel momento del possibile aggancio sul 3-2 sfumano un paio di mini-occasioni e la partita, da lì in poi, scivola via. L'immagine del secondo set - senza storia sin dal principio, con l'ucraina che sale addirittura sul 4-0 - la ritrae con la testa sepolta sotto l'asciugamano in un cambio campo, con l'amarezza di un tris che sfugge. "Sono davvero, davvero fiera di loro perché ogni volta hanno dato tutto quello che potevano.
Jasmine ha giocato una partita incredibile l'altro giorno ed era un po' stanca - il commento di Garbin -, Tyra ha giocato per la prima volta e non è mai facile: ho tanta fiducia in lei e l'ho scelta nonostante un'avversaria di alto livello. Ma sono contenta soprattutto di tutto quello che abbiamo fatto in questi anni. Le ragazze hanno sempre espresso un gran livello e un atteggiamento esemplare". "Adesso è difficile vedere tutti gli aspetti positivi, ma sono contenta di aver avuto questa opportunità - racconta Grant -. Era uno step importante per la mia crescita, un qualcosa che porterò per il futuro. Spero che sia la prima di tante". "Purtroppo non si può sempre vincere, ma per noi è stato un buon torneo. Per quanto mi riguarda, mi sono sentita anche meglio con il piede, stiamo andando nella direzione giusta", dice una Paolini che si tiene il bicchiere mezzo pieno.
La giornata no del tennis azzurro prosegue in Laver Cup con Flavio Cobolli che perde contro Learner Tien al supertiebreak: vince lo statunitense 6-3 2-6 10-7. Dopo la parentesi milanese con la Fashion Week, al fianco di Aryna Sabalenka e Anna Wintour, continua il lavoro di Jannik Sinner in vista di un rientro che non bruci le tappe compromettendo il ginocchio.
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