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Sunday, September 27, 2026

Omicidio Colapietro, dal corpo fatto a pezzi al ruolo della professoressa: cosa sappiamo

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È terminata l'udienza di convalida per i tre fermati dopo il ritrovamento di un cadavere fatto a pezzi in un appartamento alla periferia Nord di Torino, dove abita in affitto una docente. La vittima è stata identificata come Fabio Colapietro, 39 anni, nato a Chivasso. Davanti al gip sono comparsi Christian Matheus De Oliveira Morando, 26 anni, originario di Chivasso e residente a Torino - che ha confessato di aver ucciso l'uomo "involontariamente" -, la professoressa Nicole Formichetti, 47 anni, originaria di Rieti - che all'udienza di convalida si è avvalsa della facoltà di non rispondere - e la 22enne torinese ma di origine filippina Keith Butig, entrambe indagate per favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere.

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Quello che devi sapere

La telefonata

Tutto inizia nella serata di giovedì, quando intorno alle 23 una donna al telefono con il 112 dice che suo figlio ha fatto del male a qualcuno. È la madre del 26enne Christian Matheus De Oliveira Morando. Le volanti della polizia di Stato arrivano in un appartamento nel quartiere Mirafiori dove, oltre alla donna, c’è il figlio: il giovane dice di avere ucciso una persona dopo una colluttazione, in un'altra casa dall'altra parte di Torino, in via Gulli.

Leggi anche: Cadavere fatto a pezzi in una casa a Torino, donna denuncia il figlio: tre fermati

L'abitazione di Christian Matheus De Oliveira Morando

L'abitazione di Christian Matheus De Oliveira Morando - ©Ansa

Il ritrovamento del corpo

La polizia si precipita quindi all’indirizzo indicato dal ragazzo e suona alla porta di un appartamento dove vive l’insegnante 47enne Nicole Formichetti, al quarto piano di una palazzina. Quando la donna apre, gli agenti entrano e scoprono i resti di un corpo umano fatto a pezzi in alcuni sacchi neri. Arrivano anche gli agenti della Squadra mobile, la polizia scientifica e il medico legale, e altre parti del cadavere vengono rinvenute all'interno di secchi, ricoperte da cemento a presa rapida. Accanto ci sono dei coltelli.

L'appartamento in via Tommaso Gulli dove è stato trovato il cadavere

L'appartamento in via Tommaso Gulli dove è stato trovato il cadavere - ©Ansa

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Le perquisizioni e i fermi

Nella serata di venerdì, dopo alcune perquisizioni e interrogatori, vengono fermate tre persone: l’ipotesi di reato mossa a carico di Christian Matheus De Oliveira Morando è di omicidio e soppressione di cadavere, quella per Nicole Formichetti e la 22enne torinese di origine filippina Keith Butig è di favoreggiamento e concorso nella soppressione di cadavere. E la vittima viene identificata come Fabio Colapietro, nato a Chivasso e residente a Settimo Torinese, 39enne di cui i parenti non avevano più notizie da alcuni giorni.

Fabio Colapietro

Fabio Colapietro - ©Ansa

È stato De Oliveira Morando a telefonare al 112

Sabato la madre di Christian Matheus De Oliveira Morando - parlando dal citofono - ha poi raccontato che "è stato lui stesso a chiamare dal suo telefono la polizia, non sono stata io. Però lui quando parlava con il 112, parlava molto agitato, non si capiva bene. Gli hanno chiesto se c'era qualcuno e ha detto 'c'è mia madre'. Mi ha passato il telefono e allora ho parlato, dicendo 'venite qua, perché mio figlio ha fatto del male a qualcuno'. Mi hanno chiesto 'che cosa?' e ho detto 'non lo so, venite per chiedere direttamente a lui'". Giovedì sera, ha spiegato la donna, il figlio le "ha detto dov'era, però non era all'indirizzo della persona (poi trovata morta, ndr). Mi ha detto di andare in zona Rebaudengo e li ho trovati in piazza Rebaudengo e da lì l'ho pregato di chiamare la polizia". "Mi ha detto cose molto confuse: che lui era disperato, continuava a piangere, a dire cose... era sconvolto, quindi non capivo - ha concluso la donna - Faceva capire che era successo qualcosa di molto grave, ma io gli ho detto che doveva chiamare la polizia e doveva parlare con la polizia, che doveva fare la cosa giusta, questo solo". Poi ha precisato: "Io non conosco nessuna delle persone che frequenta. Io frequento tutt'altra gente. Lui non abitava più qua da una vita".

Vedi anche: Cadavere fatto a pezzi a Torino, parla la madre di un fermato. VIDEO

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La professoressa

Della professoressa Nicole Formichetti, docente di italiano all'Istituto Tommaso D'Oria di Ciriè, i vicini dicono che nel suo appartamento c'era un continuo via vai di gente: "Di giorno e di sera", "La conosco di la vedevo spesso con un cagnolino e accompagnata da gente diversa, amici e amiche che andavano su e giù con lei". Un ritratto diverso da quello raccolto da La Repubblica nella scuola della donna, dove viene descritta come "molto solitaria e distaccata" negli ultimi tempi e riservata sulla propria vita privata. La 47enne, inoltre, avrebbe deciso di non iniziare l’anno scolastico per problemi personali.

Il palazzo in via Tommaso Gulli dove vive la professoressa Nicole Formichetti

Il palazzo in via Tommaso Gulli dove vive la professoressa Nicole Formichetti - ©Ansa

La 22enne di origine filippina

"Viveva qui con in genitori e i due fratelli più piccoli, entrambi adolescenti, da almeno dieci o dodici anni, una famiglia che non dava problemi. Da qualche tempo vedevamo la ragazza più di rado. Non l'abbiamo mai incontrata accompagnata con persone diverse dai familiari. Non sappiamo se studiasse o lavorasse, non ci sembra una persona in grado di fare del male", spiegano due vicini di casa parlando di Keith della 22enne di origine filippina Keith Butig. "Non parleremo, se non davanti a un avvocato", dice invece una giovane voce maschile al citofono della famiglia, che abita a poche centinaia di metri da dove vive Nicole Formichetti.

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La confessione di De Oliveira Morando

Sabato, durante l'udienza di convalida del fermo, Christian Matheus De Oliveira - secondo quanto riferito dal suo avvocato Wilmer Perga - ha detto al gip che il 20 settembre era andato con Keith Butig a casa di Nicole Formichetti per una festa. Arrivata la vittima, Fabio Colapietro, considerato "il cavallino di uno spacciatore che conosce la professoressa, hanno cominciato a consumare ogni tipo di sostanza, il giorno e la notte. Il giorno dopo si sveglia e gli dicono che la vittima gli avrebbe rubato forse 50 euro, ne nasce una lite in cui tutti si sono picchiati, quindi Colapietro cade e muore". Poi ha confessato: "Sì l'ho ucciso, ma involontariamente. Certamente non era programmato, era nell'ambito di un litigio durante un'assunzione di droghe da giorni". Il giudice avrebbe chiesto al ragazzo se abbia cinto il collo della vittima con il braccio, facendo intuire una potenziale causa di decesso, ma - spiega il difensore - "dice che non ricorda assolutamente, poi gli hanno praticato la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco". L'avvocato poi aggiunge: "Quando hanno visto che (Fabio Colapietro, ndr) era morto, hanno deciso di nascondere il cadavere. Sono andati nei giorni successivi a comprare il telo, i sacchi, la candeggina, i guanti, il coltello, il cemento. L'hanno sezionato e lui dice che a un certo punto non ce la faceva più: esce, chiama sua madre, la fa venire lì e chiama la polizia". 

Leggi anche: Cadavere fatto a pezzi a Torino, tre fermati: c'è l'ipotesi del festino

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